Presentato all'ultimo festival di Roma, il film si ispira alla vera storia del reporter Scott Anderson che ha seguito tutti i più drammatici conflitti bellici dell'ultimo ventennio. Sullo schermo il giornalista ha il volto scolpito e sofferto di Colin Farrell, porta il nome di Mark, con il suo obiettivo ha catturato gli orrori di Bosnia e adesso, rientrato a casa, non riesce a ritrovare una pace interiore. Nel difficile rapporto con una giovane donna cercherà una via di fuga da se stesso.

Il bosniaco Danis Tanovic, vincitore di un oscar ai primi passi della sua carriera con No Man's Land è ormai un cineasta maturo ma ancora alla ricerca di se stesso proprio come il fotoreporter che porta sullo schermo con un intento più o meno segretamente autobiografico. Chiunque abbia vissuto a contatto diretto con l'orrore e la morte (ci dice il film parlando anche della vera storia di Tanovic) scopre fragilità interiori e durezze inattese dalle quali non potrà mai liberarsi. Occorre cercare dentro di sé le ragioni per vivere, nonostante tutto.