di Francesco Chignola

Nelle sale dal 4 dicembre 2009, A Christmas Carol è l'ennesimo adattamento di uno dei libri "natalizi" più celebri di ogni tempo, Canto di Natale di Charles Dickens. Ma non è tanto per il racconto della redenzione dell'avaro Ebenezer Scrooge che si parla del film diretto da Robert Zemeckis. Quanto per le sue caratteristiche tecniche e tecnologiche.

Il film con Jim Carrey non è infatti il solito film d'animazione digitale a cui siamo ormai abituati, bensì l'ultimo esempio di una tecnica conosciuta come "motion capture". Di cosa si tratta? Cos'è il cosiddetto "mocap"? Per farla breve: una tecnica di acquisizione del movimento di un attore e del conseguente trasferimento di questo movimento su un modello digitale. Insomma, in parole ancora più povere: si applicano dei sensori sul corpo dell'attore in grado di elaborare i suoi singoli movimenti, e questi ultimi vengono replicati da un avatar creato al computer.

Robert Zemeckis ha passato l'ultimo decennio, per quanto riguarda la sua attività da regista (il suo ultimo film non animato risale al 2000), provando a imporre sul già saturo mercato dei film d'animazione opere realizzate esclusivamente con questa tecnica. Se da sempre uno dei suoi interessi primari è stato infatti lo sviluppo degli effetti speciali, fin dai tempi di Chi ha incastrato Roger Rabbit? e de La morte ti fa bella, dal 1997 con la fondazione della compagnia ImageMovers ha cominciato a fare sul serio. Questo suo impegno è culminato nel 2004 con The Polar Express: il primo lungometraggio realizzato con il mocap.

A questo film sono seguiti Monster House nel 2006, prodotto da Zemeckis con Steven Spielberg, e il ritorno alla regia con Beowulf l'anno successivo. Proprio dal 2007, ImageMovers è diventata ImageMovers Digital, più specificamente concentrata sul motion capture. A Christmas Carol è il primo di una lunga serie, almeno secondo le intenzioni di Zemeckis: la ImageMovers Digital produrrà nei prossimi anni alcuni titoli come il remake del beatlesiano Yellow Submarine, il tanto annunciato sequel di Roger Rabbit, e forse una versione mocap dello Schiaccianoci.

Nel frattempo, mentre la critica storce generalmente il naso di fronte a questa nuova ossessione di Zemeckis,  altre case di produzione di cinema d'animazione hanno capito che devono prendere una posizione: il mocap potrebbe sgonfiarsi nel giro di qualche anno oppure divenire un punto di riferimento tecnologico per l'intero settore. E se alcuni film ne hanno fatto uso (come il premio Oscar Happy Feet), quelli dei Pixar Animation Studios non ci stanno. Tanto che suoi titoli di coda di Ratatouille campeggiava la scritta: "100% pura animazione - No motion capture". Chi l'avrà vinta?

Il trailer del film




La premiere losangelina di A Christmas Carol