di Francesco Chignola

Con l'esplosione dei film realizzati con l'animazione computerizzata, a partire dal capostipite Toy Story nel 1995, ha cominciato immediatamente a diffondersi anche nel nostro paese il fenomeno delle "voci famose" utilizzate per doppiare personaggi animati. Curiosamente però, fin da principio la differenza tra il doppiaggio originale e quello italiano è stata soprattutto la presenza diffusa, in quest'ultimo, di attori e comici provenienti più dal mondo televisivo che da quello cinematografico. Non sorprende in realtà, vista la proliferazione negli anni anche di film ispirati a personaggi e sketch di trasmissioni come Zelig.

Il 18 dicembre arriva nelle sale Astro Boy, film d'animazione ispirato al manga di Osamu Tezuka. E se i due protagonisti sono doppiati da due attori professionisti come Silvio Muccino e Carolina Crescentini, tra i protagonisti assoluti del cinema italiano adolescenziale di questo decennio, tre personaggi secondari sono affidati al Trio Medusa, divenuto famoso soprattutto grazie alla trasmissione televisiva Le Iene oltre che per la loro carriera radiofonica. Ma quali sono i precedenti di questo trend? Ed è così per tutti i film?

L'apripista è proprio Toy Story: il personaggio di Woody, doppiato da Tom Hanks, da noi ha (e nessuno ha mai capito bene perché, nonostante l'ottimo risultato) la voce del conduttore Fabrizio Frizzi. Nei caso dei film della Pixar però, nonostante in originale siano sempre doppiati da star di Hollywood (John Goodman e Billy Crystal per Monsters & Co., Owen Wilson e Paul Newman per Cars) il fenomeno da noi si è relativamente frenato, tranne alcuni casi. Come Amanda Lear, che ne Gli Incredibili dà la voce a Edna Mode.

Il motivo? Forse i film della Pixar non hanno bisogno di "spinte" di questo tipo? Per le altre case di produzione, infatti, non si può dire che le cose siano accadute allo stesso modo. Uno dei casi più eclatanti è sicuramente quello di Madagascar, della Dreamworks Animation: in originale le voci sono di Ben Stiller, Chris Rock, David Schwimmer e Jada Pinketts Smith, mentre in italiano gli animali sono doppiati da Ale & Franz, Fabio De Luigi e Michelle Hunziker, tutti provenienti dal mondo della comicità televisiva made in Italy.

C'è un altro fenomeno tutto italiano: a fronte di un cast "all star" nella lingua originale, per le nostre sale a volte si affida il ruolo principale a un personaggio noto della tv, puntando su di lui nella pubblicistica, e lasciando il resto delle voci al doppiaggio tradizionale. Un esempio, rimanendo in casa Dreamworks, è Kung fu Panda: Jack Black diventa Fabio Volo, mentre gli altri personaggi, che in inglese sono attori del calibro di Dustin Hoffman, Angelina Jolie e Jackie Chan, hanno semplicemente le voci di doppiatori professionisti.

I casi sono innumerevoli: John Leguizamo e Ray Romano, doppiatori originali di L'era glaciale, diventano Claudio Bisio e Leo Gullotta. Sempre in casa Blue Sky, in Robots (le cui voci originali comprendono attori come Robin Williams, Halle Berry, Mel Brooks e Paul Giamatti), Ewan MacGregor lascia il posto a DJ Francesco Facchinetti. Più recentemente, il caso limite di Biancaneve e gli 007 nani: un film che in originale è realizzato per l'home video e senza alcuna voce famosa da noi è doppiato da Jerry Calà e Antonella Clerici.

Altro caso limite è quello di Terkel in Trouble: un piccolo film d'animazione danese che, per il mercato italiano, viene affidato a Elio e le Storie Tese, che lo stravolgono a modo loro, doppiando i personaggi ma riscrivendo anche alcuni dialoghi. Sfuggono al meccanismo invece, stranamente, i film della Sony Pictures Animation: le onnipresenti voci famose originali, spesso di star del cinema (come il trio di protagonisti di Surf's Up: Shia LaBeouf, Jeff Bridges e Zooey Deschanel) in italiano sono sempre quelle di doppiatori professionisti.

Anche il cinema in carne e ossa non si ritrae di fronte alla tentazione: nel film Stuart Little, che mescola animazione computerizzata ad attori veri, i personaggi del topolino protagonista e del gatto sua nemesi sono "interpretati" in originale da Michael J. Fox e Nathan Lane, in italiano hanno le voci di un duo inseparabile della televisione italiana: Luca Laurenti e Paolo Bonolis.

Infine, anche una serie tv come I Simpson, che si pregia spesso di celebri cameo vocali nella sua versione originale, non sfugge alle regole del mercato: spesso le voci famose sono state un traino, magari per pubblicizzare episodi inediti in prima serata. E anche qui, la televisione la fa sempre da padrona. La lista è lunghissima, ma vale la pena di citare Luciana Littizzetto, Gianfranco D'Angelo, Sandra Mondaini, Vittorio Sgarbi, Paola Barale, il Mago Forest, Mike Bongiorno, Ambra Angiolini, e persino Emilio Fede.