di Camilla Sernagiotto

La carica dei 101 in questione non è capitanata da cuccioli di dalmata, ma da un branco di attori altrettanto scatenati: da Carlo Verdone a Barbara Bouchet, non c’è nome della Walk of Fame made in Italy che non abbia deciso di tirare fuori dal proprio armadio di scena gli scheletri nascosti.

Figuracce, errori, cadute e svenimenti sono solo alcuni dei tantissimi aneddoti raccontati in uno dei libri più attesi dagli appassionati di cinema e gossip.

L’autore di questo succulento progetto è Sergio Fabi, ex agente e massimo conoscitore del “dietro le quinte” della settima arte, dopo anni trascorsi a fare casting e provini.

E a cinque anni di distanza dalla sua opera prima Provini e audizioni-Come entrare nello star system (2006, Gremese Editore), è la volta della sua seconda prova, intitolata La prima volta (sul set).

Un libro corale in cui a narrare sono le voci stesse degli attori, che parlano in prima persona del loro esordio nel mondo del cinema: da Monica Bellucci a Laura Chiatti, da Christian De Sica a Carlo Verdone, Fabi ha interpellato i nomi più significativi del mondo del ciak.

Edito da Gremese Editore, il libro uscirà il 24 marzo 2011, ma è già sulla bocca di tutti, attori e non: dai fan ai critici cinematografici, dai cinefili agli addetti ai lavori, tutti non vedono l’ora di scoprire chi è svenuto sul set, chi è finito all’ospedale, chi è caduto e chi ha fatto la figura peggiore.

Sul podio delle scene memorabili ci finiscono a pari merito Tullio Solenghi e Michele Placido, il primo quando si dimenticò di togliere la canotta sotto all’accappatoio prima di una scena erotica, il secondo quando fu dimenticato ingessato e immobilizzato nel letto in una scena all’ospedale…

Ma anche il gentil sesso ne ha combinate di cotte e di crude, parola di Barbara Bouchet: l’attrice vanta una gaffe con un divo con la “d” maiuscola, quando sul set del film Due seduttori chiese ad alta voce “Ma chi è che ha questo profumo così forte da far venire il mal di testa?”

Chi alzò la mano? Marlon Brando in persona…

Tra confessioni, racconti esilaranti, ricordi meravigliosi e mitologia cinematografica, chi meglio di Sergio Fabi può raccontare tutti i retroscena del libro?


Intervista all’autore Sergio Fabi

Come è nato il libro La prima volta (sul set)?
Due anni fa a un Festival di Cinema ero al tavolo con il produttore di Quentin Tarantino e, avendo letto su internet un aneddoto su di lui, gli ho chiesto se era vero. Lui si è messo a ridere e mi ha risposto che era pura invenzione. Da lì mi sono detto: “Perché non dare voce ai veri protagonisti, smascherando tutte le leggende e le voci che circolano sul loro conto?”

Come ha svolto il lavoro?
La maggior parte delle interviste agli attori si sono svolte di persona, solo alcune sono state fatte a telefono.

Come mai proprio 101 interviste?
Inizialmente dovevano essere 100, cifra tonda, poi però mi ha telefonato la Bellucci da Parigi e sono diventate 101…

Qual è l’aneddoto che preferisce dei 101 raccontati?
Mi sono divertito tantissimo quando Tullio Solenghi mi ha raccontato di quando si dimenticò la canottiera sotto l’accappatoio prima di una scena erotica…

La figuraccia peggiore delle 101 storie narrate?
Senza dubbio quella di Massimo Ghini, che in una scena fece un rumore fisiologico inaspettato piegandosi…

Qual è il suo attore preferito del panorama italiano?
A differenza delle attrici, gli attori non convincono mai del tutto: magari in un film sono eccezionali, ma in quello seguente deludono un po’ le aspettative… Per le attrici il discorso è diverso: ci sono professioniste sempre all’altezza della parte. La mia attrice preferita è in assoluto Alba Rohrwacher.

In Italia è più facile fare l’attore, lo scrittore o l’agente?
Fare lo scrittore non è difficilissimo: basta una buona idea e un po’ di fortuna. Fare l’agente è ancora meno difficile, perché basta trovare un buon artista e puoi vivere di rendita per anni. Fare l’attore? Quello è difficilissimo.