Il trono di spade: guarda l’album fotografico

Va bene, diciamocelo: i Dothraki non sono proprio il massimo in quanto a buone maniere, come si è già potuto constatare nei primi episodi de Il trono di spade, attualmente in onda su Sky Cinema (scopri la programmazione nella Guida tv). Ma se si vuole regnare a Westeros di questi tempi, l’alleanza con Khal Drogo e con il suo popolo di nomadi guerrieri potrebbe essere di vitale importanza.

Un dono (magari una sorella da offrire in sposa?) potrebbe essere un buon punto di partenza per cominciare a trattare, ma in ogni caso si andrebbe incontro a un ostacolo potenzialmente fatale: la lingua. Come capire, infatti, cosa intenda un Dothraki quando ci sta dando del “Choyo”, oppure come reagire di fronte a un rude combattente che ci si rivolge in questo modo: “Yer jalan atthirari anni”? Difficile capire se ci stiano prendendo in giro, oppure stiano tramando alle nostre spalle. Ecco quindi che ci torna utile un breviario di lingua Dothraki, fornitoci da TV Guide, in cui sono contenute alcune delle più importanti espressioni idiomatiche del popolo che vive al di là del mare. Prendete appunti.

Ifak: straniero (Sembrerebbe un insulto, ma non lo è. L’idea è che i Dothraki cavalcano. Chi non cavalca è un esterno, cammina. Chiunque provenga da una città viene chiamato ifak)

Choyo: un termine utilizzato per indicare il posteriore di una persona

Graddakh: si riferisce al rifiuto o a uno spreco (Se sei arrabbiato e vuoi esclamare qualcosa senza insultare qualcuno, usi questa parola)

Me nem nesa: è risaputo (una frase molto utilizzata dai Dothraki nei libri)

Yer affesi anna: letteralmente "Mi fai prudere" (I Dothraki non indossano molti vestiti e quelli che indossano sono fatti a mano, perché i vestiti "tradizionali" fatti con lana o altri materiali causano loro prurito. Per questo la frase viene usata per indicare qualcuno che non ti piace o che ti mette a disagio)

Fichas jahakes moon: letteralmente "Prendi la sua treccia" (Usato in battaglia per incitare qualcuno a sconfiggere il suo nemico; ogni Dothraki, infatti, ha una lunga treccia che indica le proprie vittorie)

Yer jalan atthirari anni: sei la luna della mia vita (Usata per rivolgersi alla propria amata; la luna è considerata femminile)

Shekh ma shieraki anni: il mio sole e le mie stelle (La controparte maschile della precedente frase; il sole è considerato maschile)