di Barbara Tarricone

@barbaratarri

 

 

La Berlinale del 2017 sta volgendo al termine e domani la giuria emetterà il suo verdetto, queste sono le 5 cose che io non dimenticherò.



1) il volto dolce di Daniela Vega che in Una Mujer Fantastica perde all'improvviso il suo compagno e si trova a dovere sopportare il dolore e l'ostilità della famiglia di lui.  Daniela Vega è una trans,  fa schifo, fa paura ed evoca quella domanda che le fa il figlio del suo compagno: 'Chi sei tu? Cosa sei?' Per poi insistere: 'Ti sei operata??' Mentre guardi la 25enne Daniela cercare di navigare il suo dolore pensi che chi è, cosa è , come è fatta non importa assolutamente e tiri un sospiro di sollievo perché sei allora una persona umana decente.



2) Il volto scolpito e dignitoso della mamma Felicitè, Véro Tshanda Beya. Abita a Kinshasa in Congo. Canta per guadagnarsi da vivere. Non c'è luce nelle strade, che sono di polvere comunque, c'è un caldo soffocante, c'è un frigo che si rompe e viene riparato con mezzi di fortuna. Quando il figlio ha un incidente in motorino cerca dappertutto i soldi per farlo operare. Senza soldi rimarrà su un giaciglio sporco all'ospedale che sembra un accampamento e perderà una gamba. Sembra una tragedia e lo è ma è la vita in Congo e senza cliché Alain Gomis ci fa trovare uno spiraglio di luce.



3) Catherine Deneuve che fa forse il ruolo più bello della sua vita in Sage Femme. Torna all'improvviso nella vita di Catherine Frot che è la figlia di un uomo che lei ha amato e ha abbandonato. È una viveur, una contaballe, una giocatrice d'azzardo ed è anche molto malata. Non può rinunciare ai suoi modi da signora, ad un bicchiere di vino (o tre) con le medicine, al gusto per il vestire. È stupenda.



4) Quanto ho odiato Stellan Skarsgard (beh non lui, il personaggio che interpreta) in Return to Montauk. È un autore di successo, si trova a New York per presentare il suo libro. Come si bea ad interpretare la parte del suo libro in cui parla di rimorsi! E chi è il rimorso? Una donna, (che è Nina Hoss) che è a New York. Lui è sposato ma la cerca. Si ritrovano  E poi? Ecco. Bisogna vedere il film.



5) The other side of hope di Aki Kaurismaki. Il film è semplice: girato in una Helsinki che sembra est Europa prima della caduta del muro e non una delle città più evolute di Europa. La camera non fa trucchi, le luci non lusingano nessuno. Un improbabile ristoratore aiuta un immigrato clandestino siriano in Finlandia . Perché? Perché ha un cuore. Basta così per me.

 

 

Sabato 18 febbraio non perdere lo speciale Sky Cine News dedicato alla Berlinale 2017.