di Camilla Sernagiotto

 

È uno dei nomi più interessanti del panorama cinematografico di casa nostra e, non a caso, sta collezionando tanti riconoscimenti per la sua carriera diventata ormai ben più che rosea.

Stiamo parlando di Toni Servillo, attore con la A maiuscola che negli ultimi anni è finito sulla bocca di tutti: registi, critici, produttori, spettatori… tutti vogliono lui, in qualsiasi salsa egli si presenti.

 

Il suo aplomb va a braccetto con un fascino d’altri tempi, un’eleganza nei modi e negli sguardi che l’ha reso l’interprete perfetto per quei ruoli controversi in cui lo charme è venato d’introversione.

Proprio la vasta gamma di sguardi anaffettivi ha arricchito la sua caratura attoriale, già preziosissima ancor prima di incastonare la gemma più splendente della sua parure filmografica: Jep Gambardella, il protagonista del capolavoro dal retrogusto felliniano La grande bellezza.

Ma, benché proprio l’ego narrante dell’acclamatissima pellicola di Paolo Sorrentino gli abbia fatto guadagnare premi su premi, tutti i personaggi ai quali ha prestato voce e mimica sono da considerare pilastri del cinema tricolore.

Da quelli interpretati nei suoi primi film, diretti da Mario Martone, agli alias ante Gambardella in cui si è calato nelle opere di Sorrentino, Toni Servillo non ha mai sbagliato un colpo.

Per chi volesse godersi prove di haute cinéma e assaggi di arte attoriale davvero succulenta, ecco a voi Toni Servillo nelle sue migliori declinazioni cinematografiche.

 

I migliori film con Toni Servillo

 

L'uomo in più (2001)

Nella Napoli targata anni Ottanta, due uomini condividono lo stesso nome e, in qualche modo, il medesimo destino.

Antonio Pisapia è un calciatore che sta vivendo l’acme del proprio successo, così come Antonio "Tony" Pisapia è un cantante molto popolare che riesce a riempire quegli stessi stadi in cui l’omonimo fa goal.

Entrambi, tuttavia, finiranno per calciare clamorosi autogoal, rovinandosi irrimediabilmente carriera e vita.

Un capolavoro firmato Paolo Sorrentino che si avvale della bravura da pelle d’oca di questo gigante del nostro cinema, che per il suo incredibile personaggio di Antonio "Tony" Pisapia è stato nominato sia ai David di Donatello sia ai Nastri d’Argento come migliore attore protagonista.

 

Le conseguenze dell'amore (2004)

In quest’altro capolavoro di Paolo Sorrentino, Tony Servillo interpreta Titta Di Girolamo, il metodico, colto, strambo e apparentemente anaffettivo cinquantenne che vive in un hotel di Lugano, trascorrendo le sue giornate tra una partita a carte con una coppia di ex milionari, passeggiate in solitudine e iniezioni di eroina.

Per vivere, si occupa di lavare i soldi sporchi della Mafia ma un imprevisto del cuore lo farà uscire da quei binari sui quali da anni si ritrovava a viaggiare: la barista Sofia, infatti, gli farà provare quelle conseguenze messe a titolo.

Un David di Donatello e un Nastro d’Argento vinti a dir poco meritatamente: il personaggio nei cui panni si cala Servillo è davvero intenso e sconvolgente.

 

La ragazza del lago (2007)

Toni Servillo è qui Giovanni Sanzio, commissario di polizia impegnato a scoprire chi ha ucciso una studentessa gettandone il corpo nel lago di Fusine, vicino a Tarvisio in Friuli-Venezia Giulia. Padre di una ragazza quasi dell’età della vittima e marito di una donna gravemente malata di nevrosi, questo personaggio è uno tra i più tormentati della galleria di maschere di cui si popola il camerino di Servillo. Anche questo ruolo gli è valso un David di Donatello e un Nastro d’Argento.

 

Il divo (2008)

Paolo Sorrentino dirige ancora una volta il suo attore prediletto calandolo nei panni di uno dei personaggi più celebri della nostra politica: il senatore a vita Giulio Andreotti.

Il film racconta le sue “gesta” seguendolo fino agli anni Novanta e a raccontarlo mirabilmente è proprio lui, il nostro Toni Servillo. Con una flemma e un’impassibilità di sguardi e mimiche che sono senza dubbio frutto di mesi e mesi trascorsi a studiare le espressioni di Andreotti nei video di repertorio, l’attore è riuscito a ricreare non tanto un personaggio quanto una persona. E con “persona” s’intende il termine greco dal quale la parola discende, quello che significa “maschera”: Servillo indossa la maschera di Andreotti, il suo perfetto calco in gesso non solo del viso ma anche dell’anima. Non a caso, Il divo si è guadagnato un Oscar per il migliore trucco, mentre sul comodino del protagonista campeggiano tanti riconoscimenti (tra cui il David di Donatello, il Nastro d’argento e il Ciak d’Oro) per la sua ineguagliabile performance attoriale.

 

Gomorra (2008)

Il film di Matteo Garrone tratto dal bestseller di Roberto Saviano ha fatto incetta di premi e, tra i tanti, anche un European Film Awards e un Globo d’Oro vanno a Toni Servillo che qui interpreta Franco, imprenditore campano che lavora nel campo dello smaltimento di rifiuti tossici e che propone ad alcuni clienti del Nord di occuparsi della loro “munnezza” altamente inquinante, a costi dimezzati e con tutte le certificazioni in regola. Ovviamente lo smaltimento avverrà illegalmente, gettando i rifiuti nelle discariche abusive della Terra dei Fuochi. La sua storia è solo una delle tante raccontate in questa pellicola corale che narra di un pezzo d’Italia tra i peggiori, quello che s’incastona tra Scampia, Aversa e Casal di Principe ed è venato da orrore, violenza e miseria.

 

Gorbaciof (2010)

Marino Pacileo è il cassiere del carcere di Poggioreale che tutti chiamano Gorbaciof per via di un nevo vinoso sulla fronte che lo fa assomigliare allo statista sovietico.

Ha il vizio del gioco ed è solito fare mani illegali in una bisca improvvisata nel retrobottega di un ristorante cinese. Qui s’innamorerà di Lila, la figlia del gestore del ristorante che verrà da lui difesa durante un’aggressione da parte di due balordi. La ragazza gli è grata per averla salvata e lui ne è infatuato, così i due incominciano a frequentarsi nonostante l’ostacolo della lingua: Lila non parla l’italiano ma ciò non sembra influire sul loro rapporto. Tuttavia saranno i debiti di gioco a influire, arrivando presto a fare precipitare l’idillio.

Un altro personaggio notevole della galleria di ruoli di Toni Servillo, che mai ha sbagliato ad accettare un copione. Da chapeau.

 

Una vita tranquilla (2010)

Rosario è un cinquantenne italiano che gestisce un albergo in Germania, dove vive con una moglie e un figlioletto quella vita tranquilla messa a titolo. Ma tutto cambierà quando due avventori inaspettati varcheranno la soglia del suo hotel: Edoardo e Diego, due giovani malavitosi giunti a regolare i conti della Camorra. Queste due minacce per la sua vita tranquilla innescheranno una miccia micidiale che manderà in pezzi tutta la sua esistenza, portando allo scoperto il passato di Rosario.

Un ruolo che sembra cucito su misura sul corpo di Toni Servillo, che infatti si cala alla perfezione nei panni di un Rosario che gli calza a pennello.

 

Il gioiellino (2011)

Qui Servillo presta volto e voce a Ernesto Botta, ragioniere impiegato presso un’azienda agro-alimentare di proprietà della famiglia Rastelli che sta riscuotendo un grande successo. È proprio l’azienda a essere quel “gioiellino” messo a titolo, anche grazie al lavoro di Botta, abilissimo contabile che riesce a fare quadrare i conti. Ma la famiglia Rastelli pian piano perderà tutto, tra Lamborghini, culto del made in Italy ed extralusso da provincialotti quali sono i suoi membri.

Sarà Ernesto a tentare di salvare baracca e burattini, giocando la carta illecita dei bilanci gonfiati.

Anche in questo film l’attore veste i panni di un personaggio introverso e sgradevole, un uomo della cui compagnia si può rinunciare e che non ispira fiducia. Eppure sarà lui il deus ex machina giunto a risolvere la situazione e a portare allo scioglimento finale della trama.

Il titolo non tradisce: questa pellicola è senza dubbio un vero gioiellino della filmografia di Toni Servillo.

 

Viva la libertà (2013)

In questo film Servillo si presenta in duplice veste, nei panni sia di uno scaltro politico di centrosinistra sull’orlo dell’imminente declino sia del suo fratello gemello, scrittore e filosofo reduce di cure psichiatriche. Per risolvere il problema della scomparsa del primo in vista delle elezioni politiche, il suo partito escogiterà un piano degno delle commedie degli equivoci di sapore plautiniano: ingaggeranno il gemello facendolo passare per l’altro.

Questo film di Roberto Andò permette a Servillo di spaziare tra più registri e tra i tasti d’avorio di una scala musicale davvero vasta. Ma non c’è partitura troppo difficile per questo maestro dell’arte della recitazione.

 

La grande bellezza (2013)

Uno dei personaggi più interessanti e riusciti del nostro Servillo è indubbiamente Jep Gambardella, giornalista di costume e critico teatrale che si destreggia tra un party della Roma bene e un evento mondano paraculturale che compongono lo scenario del capolavoro firmato Paolo Sorrentino.

Ne La grande bellezza tutto è grande: la sceneggiatura, la fotografia, la regia, la location caput mundi, la bacheca dei premi ricevuti (tra cui un Oscar, un Golden Globe e svariati David di Donatello) e, last but not least, il protagonista. Grazie alla sua presenza, al suo magnetismo e al suo innegabile fascino, il Jep Gambardella interpretato da Toni Servillo è uno dei personaggi entrati nella storia del cinema dalla porta d’ingresso. Fino ad ora a questo attore da chapeau non è mai capitato di dovere entrare dalla porta di servizio.