Giffoni 2017, Margherita Buy: "Il cinema è libertà"

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Cinema, teatro e libri sono oasi di libertà: lo dice Margherita Buy al popolo di Giffoni 2017 che la accolta con un applauso lunghissimo. In questa intervista ci racconta le paure di mamma, la sua adolescenza imbranata, il suo percorso al cinema e la voglia di teatro

(Inviato a Giffoni
@BassoFabrizio)


Niente piccoli crimini coniugali ma solo cuore di mamma. Margherita Buy arriva al Festival di Giffoni con lo sguardo incantato dei bambini, quelli che la hanno attesa, applaudita e abbracciata. Lei ha un sorriso per tutti, anche quando fanno le domande e sa che quello è il momento più difficile perché i ragazzi non hanno filtri. La abbiamo incontrata e intervistata.

Signora Buy c'è una figura femminile che riassume il suo percorso cinematografico?
Tutte le carriere prendono una strada attraverso gli incotri con gli altri ma certo che la barca sulla quale navighi va spinta anche nella direzione dove tu  vuoi andare, senza lasciarti trascinare da strane correnti.
Cosa teme di questo mare periglioso?
Il difficile è stare in un mare dove tu devi muovere il timone, tenere la rotta.
La sua dove la ha portata?
Sono andata sempre verso il raconto di donne che mi intrigano, rinunciando talvolta a donne allettanti, tristi, allegre ma che a me non aggiungevano niente. Oppure le avevo già fatte o nei loro comportamenti erano scontate. Nel tempo sono cambiata io e i miei personaggi.
Piccoli Crimini Coniugali è il suo ultimo film.
Il film di Infascelli con Castellitto lo abbiamo girato in 14 giorni in un appartamento, vivendo momenti che quasi sembravano l’appartamento di una casa che tutti, in qualche fase della nostra esistenza abbiamo vissuto.
Il prossimo film?
E' bello affrontare cose sempre diverse ma non so cosa farò. La sola certezza è che qui a Giffoni devo affrontare i ragazzini e un po' di paura ce l'ho.
Si vocifera di teatro...
Forse dovrei fare un po’ di teatro. E’ una cosa che si prepara un anno prima e fa bene alla testa.
Come se la cava con le tecnologie?
Si cerca di non rimanere fuori dal mondo, ho una figlia di 16 anni ed è la mia garanzia di rinnovamento anche se dice che sono imbranata. Avere figli aiuta a rinnovare il vecchio.
E dire che si dice di una Margherita timidissima da ragazzina.
Mia madre ancora non ci crede che sono diventata una attrice che quasi non riuscivo a parlare.
Addirittura?
Non so se la mia timidezza originaria mi ha aiutato. Quando entravo in un negozio faticavo a dire cosa dovevo acquistare.
Che mamma è?
Un genitore che ha paura ed è iper protettivo. Diciamo pochi no e tanti si e diamo sempre i soldi ai figli perché temiamo che se li procurino in altri modi. Qualche no in più ci starebbe.
La sua storia rema in direzione ostinata e contraria.
Ho un carattere che mi tiene con i piedi per terra. Ma finito di lavorare torna la sfigata e buona a nulla di sempre.
I giovani vivono in rete.
Sono fagocitati da una cultura-non-cultura.
Che intende?
Apprendono solo da internet ma sono più informati di noi anche se spesso è informazione indotta, non libera. Mi spiace che siano spaventati, che siano bombardati da sole cose negative, dal cambiamento climatico a Trump. E' un altro modo di vivere.
Il ruolo del cinema?
Il cinema deve insegnare a stare due ore senza il cellulare. E’ uno spazio di libertà e per questo deve raccontare storie che coinvolgano e conquistino. Il teatro, il cinema, un libro sono oasi che non dovrebbero mai morire.