Festival Venezia 2017: accolto con un lungo applauso il film di Paolo Virzì

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Applausi alla prima proiezione stampa al termine di Ella & John - The Leisure Seeker di Paolo Virzì,  primo dei quattro film italiani in concorso a Venezia 74. La pellicola è stata apprezzata per l'alternanza tra ironia e momenti commoventi

- Se il protagonista della quinta giornata della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia è Stephen Frears con il film Victoria e Abdul, tra i film italiani che hanno spopolato alla kermesse c'è sicuramente Ella & John - The Leisure Seeker di Paolo Virzì, accolto con un lungo applauso alla presentazione. Si tratta del primo film nostrano dei quattro in concorso alla kermesse, apprezzato dalla critica per l'alternanza tra momenti ironici e altri commoventi con protagonisti due grandi attori: Helen Mirren e Donald Sutherland.

Il film narra la storia dell'ultima vacanza di due coniugi malati, John e Mirren, e mette in campo la vecchiaia, la malattia ma anche l'amore che non finisce mai, nonostante il passare del tempo. È tratto dal romanzo omonimo di Michael Zadoorian, è stato girato da Paolo Virzì negli Stati Uniti e mescola umanità, commedia e tragedia. La sua vera forza è nell'intimità che può nasce solo in un lungo e grande amore.

"Non avevo un progetto migratorio, mi sento un regista italiano" ha detto Virzi' all'inizio dell'incontro con la stampa per The Leisure Seeker (in Italia uscira' da 01 il 25 gennaio con titolo Ella & John - The Leisure Seeker). Preparandolo "ho azzardato due nomi mito, Helen e Donald, una maniera per proteggermi, convinto che dicessero no. Invece il loro yes e' arrivato immediatamente. Cosi' ho fatto questa pazzia americana".

Il film, che segue l'ultima vacanza di due anziani e malati coniugi fino alla decisione di terminarla insieme, "e' sulla liberta' di scegliere la propria vita, in questo caso insieme, fino all'ultimo istante", ha detto Virzi' sottolineando la sua posizione: "credo nella liberta' di scelta". "Vorrei avere la stessa energia del mio personaggio Ella - ha aggiunto Mirren - fino alla fine dei miei giorni, vorrei che la mia morte se possibile fosse piena di risate". 

Grazie alla accoglienza ottima, si parla del film  giàin chiave Oscar. La Sony lo farà uscire a dicembre (in Italia il 25 gennaio da 01) in posizione "strategica", ammette lo stesso regista. "La candidatura all'Oscar? Molto divertente ma sono scettico. Gli americani ci pensano, loro sono fissati con la statuetta, a me gia' piacere essere a Venezia, sapere che lo vedranno in 90 paesi e che viene apprezzato", spiega Virzi'. '

A dimostrazione che l'America (per ora) e' un episodio, il regista livornese annuncia il nuovo film "tutto italiano, anzi romano. Comincero' le riprese ad ottobre, con un cast italianissimo che annunceremo a breve. E per ora non ho altri progetti che non siano qui".

   Per interpretare questa storia commovente di amore coniugale senile, una ballad come quelle di Janis Joplin che sottolineano alcune scene del film, Paolo Virzi' ha dato una "svolta" al suo stile: "A volte ho sopraffatto di trame e controtrame i miei film, qui ho cercato di non avere paura dei silenzi dei protagonisti, di essere meno frenetico, piu' languido, di essere quel regista invisibile che ho sempre amato diventare, aiutato dal carisma di questi due magnifici attori". Un Virzi' che film dopo film perde il proverbiale cinismo? "Forse, provare a guardare la vita in un modo piu' adulto non vuol dire essere saggi, ma piu' vulnerabili perche' hai conosciuto i dolori, il tema della vita e della morte ti tocca personalmente e ci si interroga sull'anima e sul dopo e questo credo influenzi il mio racconto cinematografico. Vuol dire sono diventato romantico? Una volta mi sarei preoccupato, ora mi fa piacere".

    E romantico e' il fine vita insieme che preparano e mettono in essere i due protagonisti, lo smemorato John e la malata terminale di cancro Elle: qualcuno parlera' di posizione su un tema cosi' tanto discusso in Italia, "per me e' una fine trionfale, gliela invidio e credo che i figli ne siano contenti". E' proprio questo il cuore del film: "la liberta' di scegliere la propria vita, in questo caso insieme, fino all'ultimo istante. In questo senso prendo posizione perche' credo nella liberta' di scelta, nella dignita' della persona al di la' delle leggi, delle abitudini e delle polizze della salute". Questa "sovversione, questo spirito ribelle che hanno nel non voler accettare di essere separati per curarsi e' la cosa che piu' mi piaceva di questa storia".

   Il film mostra un'altra America, non quella dei grandi scenari turistici, ma un paese meno visto e nell'adattamento dal romanzo al film volutamente e' stato trovato un altro itinerario "meno pacchiano", evitando la meta Disneyland per scegliere il paradiso di Key West, lungo tutta la Route 1 "che per me e' come l'Aurelia, la strada principale della mia vita". In questo on the road ci si imbatte in Trump, nella campagna elettorale, "ma non potevamo immaginare la sua elezione"