Festival Venezia 2017, Ella & John in The Leisure Seeker: la recensione

Inserire immagine
Helen Mirren e Donald Sutherland in una scena di Ella & John: The Leisure Seeker:

Il film di Paolo Virzì, tratto dal romanzo omonimo di Michael Zadoorian, e interpretato dalle star  Helen Mirren e Donald Sutherland ha commosso e divertito la 74.ma edizione della Mostra del Cinema. Ecco la recensione

(@gabace)

Se il buongiorno si vede dal mattino e cioè da The Leisure seeker, primo film italiano passato in concorso tra applausi entusiastii, molte risate e lacrime, questa 74^edizione del Festival di Venezia darà molte soddisfazioni al nostro cinema. Il bel film americano di Paolo Virzì vede due mostri sacri del cinema mondiale, ingrniali. insulerabili Helen Mirren e Donald Sutherland, protagonisti assoluti di questo road movie tratto dal romanzo omonimo di Michael Zadoorian.

Ella e John sono una coppia di anziani, lei con un cancro incurabile, lui con l'Alzheimer che lo rende costantemente in preda a giganteschi vuoti di memoria. Alla vigilia del ricovero in ospedale, la donna scappa via dai figli assieme al marito a bordo del loro vecchio camper scalcinato del 1975, the Leisure seeker del titolo. Sará un viaggio avventuroso lungo la Costa Est degli Stati, dal Massachussettes fino a Key West per far permettere a John, insegnante di letteratura americana, di visitare per la prima e ultima volta l'abitazione del suo scrittore preferito, Ernest Hemingway. E' l'estate del 2016 e in tutto il paese è in corso la campagna elettorale per le presidenziali (c'è una gustosa scena con i supporter di Trump). I due lungo la strada faranno molti incontri ma, nonostante le difficoltá fisiche e psichiche di entrambi, conosceranno a fondo soprattutto loro stessi, le gelosie, i tradimenti, le bugie, la veritá sul loro amore. Anche grazie a un bell'escamotage narrativo: la proiezione sotto le stelle delle diapositive che raccontano tutta la loro vita.

Gli spettatori che pensano che Paolo Virzì sia "solo" il regista livornese del film cult Ovosodo - che giusto 20 anni fa proprio a Venezia vinceva il Leone d'Argento - dovranno farsene una ragione: non si è mai accontentato di dirigere il solito film, ma ha sempre cercato di superare l'etichetta che gli è stata attribuita di "erede della commedia all'italiana" con film non conciliatori, non schematici nè superficiali e discostandosi anche radicalmente dalla tradizione italiana per contaminarsi con altre culture (come giá fece con Il Capitale umano, tratto dal romanzo americano di Stephen Amidon che ora assieme a Francesco Piccolo, Francesca Archibugi e lo stesso Virzì ha sceneggiato Leisure). Delicato e straziante, divertente e strappalacrime, il film visto a Venezia è un inno all'amore, alla famiglia e alla dignitá della vita. E lo fa sposando soprattutto il punto di vista delle donne, quindi di Ella, come ne La pazza gioia, La prima cosa bella, Tutta la vita davanti. Con questo suo ultimo film che è giá un classico del cinema on the road come Non torno a casa stasera di Coppola o Una  storia vera, l'opera probabilmente più umanista di David Lynch in cui un anziano, per incontrare prima di morire suo fratello, attraversa su un trattore mezza America, Virzì fa un ulteriore regalo al suo pubblico: confezionando, al culmine del dramma, un happy end che ci fa dire che, in fondo, la vita è bella così e va goduta fino all'ultimo istante. E che anche una scelta tragica può essere ragione di sollievo per chi resta e ci vuole bene.