Ficarra e Picone subito primi con L’ora legale

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Ficarra e Picone
@Getty Images

Ficarra e Picone raggiungono la vetta della power list del cinema italiano con L’ora legale. La classifica, stilata da Ciak e Box Office, premia la commedia per  il successo di incasso, pubblico e critica ottenuto. Inoltre la pellicola è stata selezionata tra i 14 film italiani per  concorrere agli Oscar come miglior film non in lingua inglese. L’intervista

In vetta ai Talents nella top 50 dei protagonisti che contano nell'industria cinematografica una new entry: il duo comico Ficarra e Picone, seguiti al secondo posto da Paolo Sorrentino mentre al terzo un'altra new entry, Alessandro Siani.

“È incredibile: fino a 24 anni pensavamo che nella vita avremmo dovuto lavorare. Invece siamo diventati attori”.

Ci scherzano e ridono su Ficarra e Picone che con battute e aneddoti hanno aperto la rassegna milanese Fuoricinema, giunta all’edizione uno.

“Magari nella prossima vita ci toccherà la miniera, ma in questa ci è andata di lusso”.

Grazie al film L’ora legale, la pluripremiata commedia dell’anno che ha ottenuto l’incasso italiano più alto (con 10 milioni e 350mila euro), amata sia dal pubblico che dai critici. 

A Ficarra e Picone, registi e interpreti del film, va riconosciuta la verve comica della coppia che ha sempre usato con parsimonia e intelligenza il cinema, senza accontentarsi di cavalcare la popolarità televisiva, ma cercando vie nuove e originali. 

Ve l’aspettavate?
È una valutazione falsa, ma che scherziamo. In Italia le votazioni sono tutte truccate, sicuramente anche quella di Ciak è pilotata. Ora dobbiamo solo scoprire chi ha pagato gli 80 euro per farci eleggere.

E ora?
Siamo curiosi anche noi di saperlo. Abbiamo delle idee in testa, ma prima di dire stupidaggini vogliamo capire se ne verrà fuori un’idea per il cinema. Alla peggio apriamo un bar.

L’ora legale è la dimostrazione che raccontare la realtà funziona sul grande schermo.
Siamo sempre stati legati alla realtà, all’attualità. Anche con Andiamo a quel paese, il nostro penultimo film, abbiamo toccato temi di attualità. Diciamo che ci piace spaziare quando facciamo cinema. Andiamo dove ci batte il cuore.

È cambiato il modo di comunicare nel cinema?
Si racconta una storia sperando di affascinare gli spettatori. Quello che è cambiato sono i mezzi e le possibilità, oggi anche con pochi soldi un film si può fare. C’è più possibilità di raccontare storie.

Cosa vi ispira?
Un po’ tutto, ma in particolare i bar e le piazze. Sono un punto di osservazione privilegiato. Chi lo sa, magari anche la stessa Milano ci ha ispirato.