Octavia Spencer - Nomination Miglior Attrice Non Protagonista

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Octavia Spencer è Dorothy Vaughn in “Il diritto di contare (Hidden Figures)”, il film che racconta la storia di tre matematiche di colore alla NASA.

Octavia Spencer è fra i protagonisti di “Il diritto di contare (Hidden Figures)”, film drammatico ambientato negli anni Sessanta in cui recita con Taraji P. Henson e Janelle Monáe.  La pellicola è tratta dal romanzo “Hidden Figures: The Story of the African-American Women Who Helped Win the Space Race” di Margot Lee. La sceneggiatura è stata realizzata da Allison Schroeder, mentre il film è diretto da Theodore Melfi.

 

“Il diritto di contare (Hidden Figures)” racconta la straordinaria storia vera di Katherine Johnson (Taraji P. Henson), Dorothy Vaughn (Octavia Spencer) e Mary Jackson (Janelle Monae), tre studiose afroamericane che parteciparono alla Corsa allo Spazio. Le donne lavorarono alla Nasa per portare a termine un’operazione delicatissima e molto importate per gli Stati Uniti: il lancio in orbita dell’astronauta John Glenn, superando le barriere razziali e facendo apprezzare il loro lavoro.

 

Nel cast figurano anche Kevin Costner, nei panni del capo del programma spaziale della NASA, Kirsten Dunst, Jim Parsons, Mahershala Ali, Aldis Hodge e Glen Powell.

 

Octavia Spencer è Dorothy Vaughn in “Il diritto di contare (Hidden Figures)”

L’interpretazione di Dorothy Vaughn è valsa a Octavia Spencer una nomination agli Oscar 2017 come Miglior attrice non protagonista. L’attrice aveva già vinto una statuetta nel 2011, grazie al ruolo di Minny Jackson in “The Help”.

 

“Subito dopo aver realizzato The Help ero entusiasta delle possibilità che mi avrebbe dato il film – ha raccontato parlando del successo ottenuto con il film che parlava di segregazione razziale e che le è valso un Oscar -. Ma il 90% dei ruoli che mi sono stati offerti erano 'Abbiamo questa parte meravigliosa come domestica!'. E io pensavo: 'Questo è il problema: ho appena interpretato il miglior ruolo di una domestica che sia mai stato scritto! Non ho problemi a recitare di nuovo una parte simile ma deve superare questa!'. Nessuno script ci è riuscito. Quindi, per me, si tratta di cercare il lavoro in luoghi diversi, esplorare registi differenti che sono talenti grandiosi. Aspettare quei ruoli".

 

La costruzione del personaggio di Dorothy Vaughn è iniziata due anni fa, quando Octavia Spencer ha conosciuto  sentito parlare per la prima volta di un progetto su tre matematiche che hanno aiutato John Glenn nel programma spaziale. “Ho pensato ‘Ok; presumo sia una fiction storica come The Help‘ – ha raccontato la Spencer -, perché ho visto ogni tipo di film su questo argomento e non ho mai sentito nominare nessuna donna, men che meno una donna afroamericana. Poi ho scoperto che si trattava di una storia vera, ero senza parole. Le ho detto che volevo farne parte ad ogni costo”.

 

Octavia Spencer e lo spirito di “Il diritto di contare (Hidden Figures)”

Segregazione, ma anche coraggio e forza: “Il diritto di contare (Hidden Figures)” racconta tutto questo e molto altro. Un messaggio, quello lanciato dal film, che secondo Octavia Spencer è più attuale che mai, soprattutto in questi tempi in cui l’intolleranza è forte, soprattutto negli Stati Uniti e con Donald Trump alla presidenza.

 

“C’è una battuta di Janelle che fa: ‘Ogni volta che avanziamo, continuano a spostare la linea d’arrivo‘ – ha raccontato l’attrice parlando dell’elezione di Trump -. Mi sono sentita allo stesso modo; sapevo che avrei dovuto fare la promozione di questo film che adoro e, dopo l’elezione, mi sono trovata in una situazione difficile: amo il mio lavoro e quello che faccio, specialmente quando amo il materiale da cui viene tratta l’ispirazione. Ma onestamente non sapevo come avrei fatto; ho pensato ‘come posso farlo senza arrabbiarmi e piangere ogni 2 minuti?‘”.

 

A dare una risposta all’attrice sarebbe stato un incontro con Taraji P. Henson e Janelle Moane agli Academy’s Governor’s Awards. “Ho avuto un’illuminazione – ha spiegato - queste donne vivevano in un mondo segregato, misogino e apertamente razzista e nonostante questo, si sono rimboccate le maniche e hanno fatto qualcosa di straordinario per il mondo. Così ho realizzato che, invece di essere un urlo trionfale, il film sarebbe stato informativo, avrebbe ispirato ed incitato la gente”.

 

Come lei la pensa Kevin Costner, che ha un ruolo molto importante nella pellicola. “L'America che vediamo in questo film, all'epoca delle prime battaglie per i diritti civili, è un Paese segnato da errori catastrofici – ha raccontato l’attore parlando di “Il diritto di contare (Hidden Figures)” -. Era l'epoca in cui negli Stati del Sud, se un uomo nero gettava uno sguardo su una donna bianca, poteva finire ucciso in un linciaggio. Il bello del film è che rispetta in modo scrupoloso il contesto storico. Ci porta nelle case e nelle famiglie di queste donne, ci fa vedere anche la loro normalità, l'aspirazione a un futuro migliore per i loro figli. Non c'è ideologia, il film non è un comizio, per questo è più efficace. Bisogna goderselo come una testimonianza di quell'epoca”.

 

Kevin Costner, così come molti attori del film, è convinto che, a cinquant’anni di distanza, molte cose non siano cambiate. “Tutto risale alla nascita stessa di questa nazione, fondata sullo schiavismo – ha spiegato Costner -. L'abbiamo raccontata come una terra di opportunità, ma quell'ideale per molto tempo non fu alla portata di tutti. E ancora oggi ci sono degli americani che vivono in quel passato. Io non credo che i razzisti fra noi siano diventati più numerosi negli ultimi anni, però è vero che le loro voci sono più urlate”.

 

 “Il diritto di contare (Hidden Figures)” e gli Oscar

Come altri attori di colore, anche Octavia Spencer ha voluto esprimere la sua soddisfazione per la decisione, da parte della giuria degli Awards, di includere moltissimi film con attori di colore fra le nomination, dopo la protesta di #OscarsSoWhite.  “Parlando da vincitrice di un premio Oscar, penso sia fantastico avere così tanti film con attori afroamericani con buone possibilità di far parte della premiazione – ha rivelato la Spencer, parlando dei film con Dev Patel e Denzel Washington, in gara per la statuetta - , ma spero non venga visto come reazione a qualcosa se ottengono delle nomination; o come concessione simbolica. Se quei film verranno nominati sarà perché lo meritano. Lasciami dire che quando ci sediamo per dare il nostro voto, non pensiamo alla politica, votiamo perché ci è piaciuto il film”.