Trama GRINDHOUSE - A PROVA DI MORTE | Sky Cinema
GRINDHOUSE - A PROVA DI MORTE

GRINDHOUSE - A PROVA DI MORTE

116'2007Horror
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  • Regia: Robert Rodriguez, Quentin Tarantino
  • Genere: Horror
  • Paese: USA
  • Durata: 116'
  • Data di uscita: 2007
  • Titolo originale: GRINDHOUSE - A PROVA DI MORTE

Cast:

Monica Staggs, Marcy Harriell, Michael Bacall, Kurt Russell, Stuart Wilson, Eli Roth, Omar Doom, Vanessa Ferlito, Jordan Ladd, Zoe Bell, Rosario Dawson, Sydney Tamiia Poitier, Mary Elizabeth Winstead, Rose McGowan, Quentin Tarantino, Tracie Thoms

Trama:

Per la dj più al top di Austin, Jungle Julia, l'ora che si avvicina al tramonto costituisce il momento migliore per cercare un po' di relax insieme alle sue due migliori amiche Shanna e Arlene. Le tre ragazze non passano inosservate quando si lanciano alla conquista della notte da Guero's al Texas Chili Parlor. Non tutti però si limitano a guardarle e magari a desiderarle piu' o meno a distanza. Tra chi le osserva c'è anche Stuntman Mike, un ormai non più giovanissimo ribelle carico di cicatrici e dallo sguardo lubricamente ammiccante. Mike è seduto al volante della sua possente auto da stuntman e attende solo di poterle attirare nella propria trappola fatta di lamiere contorte e sangue schizzato. Molti mesi dopo lo ritroveremo ancora in azione, come sempre in cerca di giovani vittime.
Gli incassi statunitensi parlano chiaro: l'accoppiata Tarantino/Rodriguez ha fallito ed è stata costretta a una repentina separazione. Ne è nato così questo Grindhouse - A prova di morte (versione allungata del Death Proof che originariamente conviveva con il rodrigueziano Planet Terror). Che dire dell'esito della separazione? Che ci offre un film sicuramente tarantiniano ma che risente di una struttura anomala.
Il Tarantino cinefilo appassionato dei B-movie si regala la possibilità di girare un film in cui si utilizzano i-pod e cellulari ma i colori, le rigature, gli stessi salti di fotogramma sembrano quelli di un film del 1977 non troppo ben conservato. Fin qui tutto bene perché il godimento è elevato. Lo è anche nelle esplosioni di violenza che trovano il loro spazio nel terzo finale di ognuna delle due parti in cui è diviso il film.
La coreografia tarantiniana qui si differenzia obbligatoriamente da quella divenuta ormai classica di Kill Bill (che viene ironicamente citato), trovando come sempre iperboli visive assolutamente geniali. Solo che per giungere a ciò si devono sorbire lunghe chiacchierate che, per quanto messe in scena da apprezzabili fanciulle, restano sempre tanto, troppo lunghe. Anche in questo caso nulla da ridire sulle citazioni colte che infarciscono i dialoghi di giovani donne destinate ad acquisire finalmente un ruolo non più solo passivo di vittime predestinate, ma il diluvio di parole è davvero da uragano Katrina. Si tratta senza dubbio dell'ennesima provocazione del luciferino Quentin (che compare anche in un cameo role): volete l'azione? Volete lo splatter? Aspettate, aspettate. I tarantiniani doc sono pronti a tutto e quindi apprezzeranno. Per gli altri l'attesa è... mortale.

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