Trama FUOCHI D'ARTIFICIO | Sky Cinema
FUOCHI D'ARTIFICIO

FUOCHI D'ARTIFICIO

100'1997Comico
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  • Regia: Leonardo Pieraccioni
  • Genere: Comico
  • Paese: Italia
  • Durata: 100'
  • Data di uscita: 1997
  • Titolo originale: FUOCHI D'ARTIFICIO

Cast:

Bruno Bilotta, Claudio Santamaria, Francesco Ciampi, Lucia Stara, Luigi Petrucci, Roberto Brunetti, Alessandro Haber, Simona Caramelli, Gabriella Pession, Anita Caprioli, George Hilton, Milena Miconi, Barbara Enrichi, Vanessa Lorenzo, Leonardo Pieraccioni, Bud Spencer, Claudia Gerini, Mandala Tayde, Massimo Ceccherini

Trama:

Alle Maldive Ottone racconta a uno psicologo i fatti recenti della sua vita. Abbandonato dalla ragazza ne conosce altre tre, di diverse personalità e fascia sociale. Alla fine una delle tre lo ha accompagnato nel paradiso di quelle isole. Quale sarà? Nel frattempo abbiamo conosciuto il nuovo mondo di Pieraccioni, le sue battute, il suo amico matto. Un mondo particolare ricostruito come le città di cartone di Hollywood, pieno di furbizie e di trucchi, e anche pieno di ingenuità e di errori, se così si possono chiamare. "Criticare" questo film non ha proprio senso. Il successo abnorme del Ciclone costituiva una base di partenza anomala. Ma questo è un merito di Pieraccioni, che si è saputo conquistare una tal franchigia da moltiplicare tutti gli effetti del film: se una battuta vale una risata, solo perché appartiene a Pieraccioni la risata sarà doppia, o tripla, e attesa, "sovrainterpretata". Maurizio Costanzo ha dichiarato che Pieraccioni è il nuovo Monicelli italiano. Niente di più sbagliato. Monicelli girava La grande guerra, I compagni, Brancaleone, Pieraccioni fa film comici senza particolari significati. Fuochi d'artificio è uno spaccato giovanile di questo tempo (ma il discorso vale anche per Trainspotting). Era dai tempi di Poveri ma belli (ecco chi può ricordare Pieraccioni, molto vagamente: Risi) che non c'era nel cinema italiano un po' di gioia di vivere e di disimpegno come magnifico deterrente alla vita di questi anni e soprattutto al cinema italiano di quegli autori che vorrebbero tutto triste, grigio, omologato. Fortuna che c'è Pieraccioni, che dal suo versante si oppone a quello dei Ciprì & Maresco (esempio estremo). Una volta l'anno sappiamo di poter contare su un pizzico di normale, dimenticata allegria. L'incasso del film è stato strepitoso. Pare ottanta, novanta miliardi, chissà.

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