Trama LA GRANDE GUERRA | Sky Cinema
LA GRANDE GUERRA

LA GRANDE GUERRA

129'1959Guerra
  • Regia: Mario Monicelli
  • Genere: Guerra
  • Paese: Italia
  • Durata: 129'
  • Data di uscita: 1959
  • Titolo originale: LA GRANDE GUERRA

Cast:

Gianni Baghino, Ferruccio Amendola, Tiberio Murgia, Nicola Arigliano, Mario Valdemarin, Geronimo Meynier, Elsa Vazzoler, Carlo D'Angelo, Achille Compagnoni, Marcello Giorda, Guido Celano, Gérard Herter, Tiberio Mitri, Luigi Fainelli, Leandro Punturi, Mario Frera, Edda Ferronao, Mario Colli, Livio Lorenzon, Mario Mazza, Mario Feliciani, Gian Luigi Polidoro, Vittorio Sanipoli, Romolo Valli, Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Bernard Blier, Folco Lulli, Silvana Mangano

Trama:

1916: Oreste Jacovacci, romano, e Giovanni Busacca, milanese, sono due scansafatiche furbastri e vigliacchetti. Dopo aver cercato invano di imboscarsi si trovano arruolati e al fronte. Da quel momento vivono tutte le disgrazie di una guerra: il cibo pessimo, le marce forzate, il freddo, la paura, qualche piccola distrazione militare, persino un'avventura con una prostituta (la vive il "milanese" Gassman). In una cosa i due sono sempre in prima fila: nell'evitare le grane, piccole o grandi che siano. Riescono a farla franca tutte le volte, ma una notte si trovano per caso in una cascina che viene presa dai nemici. Cercano di scappare travestendosi da austriaci, vengono catturati e proprio in virtù del travestimento potrebbero essere fucilati. Il colonnello nemico promette che li salverà se riveleranno l'ubicazione di un certo ponte di barche sul Piave. I due conoscono l'informazione delicatissima e decidono, per salvarsi, di parlare. Ma il colonnello dice la frase sbagliata e provoca nei due un incredibile rigurgito di orgoglio. È Gassman il primo a reagire, con la famosa battuta, al colonnello: "... visto che parli così, mì a tì te disi propri un bel nient, faccia di merda...". E muoiono da eroi, fucilati. Film importante ed esclusivo, irresistibile per quasi tutti gli aspetti: l'interpretazione di tutti gli attori, la ricerca iconografica, la verità degli episodi e l'attendibilità storica. La sceneggiatura di Age, Scarpelli e dello stesso Monicelli presenta spesso toni comici - Gassman assomiglia molto a quello dei Soliti ignoti - e privilegia la bravura di tutti i caratteristi, anche non attori, come il pugile Tiberio Mitri e il cantante Nicola Arigliano. L'artificio, certamente commerciale, di contrapporre a una situazione divertente una drammatica, si è tradotto, alla resa dei conti, in un arricchimento, anche rispetto ai toni dei grandi film italiani della stagione del neorealismo, capolavori sì, ma spesso cupi e monocordi. Gli anni de La Grande guerra erano davvero quelli d'oro. Il nostro cinema non sarebbe mai più stato a quell'altezza.

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