Trama IMPATTO MORTALE | Sky Cinema
IMPATTO MORTALE

IMPATTO MORTALE

90'1984Poliziesco
  • Regia:
  • Genere: Poliziesco
  • Paese: Italia
  • Durata: 90'
  • Data di uscita: 1984
  • Titolo originale: IMPATTO MORTALE

Cast:

Fred Williamson, Bo Svenson, Marcia Clingan, Giovanni Lombardo Radice, Vincent Conte, Alain Blondeau, Norma Thyssen, Karen de Witt

Trama:

Un genietto del computer e la sua fidanzata mettono a punto un metodo per sbancare le slot machine di Las Vegas, diventando presto oggetto delle mire di due criminali che finiscono con l'uccidere il ragazzo. George Ryan, un poliziotto poco amato dai colleghi, e l'ex-commilitone Lou, un uomo che vive di espedienti e guida elicotteri, si mettono sulle tracce dei malviventi, di traccia in traccia, fino a risolvere il caso.
Da un soggetto di Dardano Sacchetti, Fabrizio De Angelis sviluppa una sceneggiatura che alla struttura poliziesca aggiunge la formula del buddy film declinato in tono umoristico. A livello di schema, appare evidente il riferimento a 48 ore di Walter Hill, con la coppia formata dal poliziotto bianco e dal nero più o meno al di fuori della legge. Poche note delle musiche di De Masi e Rizzati - in gran parte già presenti in altre pellicole prodotte o dirette dal regista - sono sufficienti per capire il mood in cui iscrivere Impatto mortale, un filmetto disinvolto e divertente che si muove in quegli Ottanta del cinema di genere italiano ricchi di non poche sorprese.
Certamente, il film di De Angelis non appartiene ai risultati migliori del vasto paniere, ma trova ugualmente il ritmo giusto per intrattenere con le sue sequenze di inseguimenti in auto o in elicottero e esplosioni che guardano alla spettacolarità americana. Già in coppia in Quel maledetto treno blindato di Enzo G. Castellari, Bo Svenson e Fred Williamson dimostrano di funzionare benissimo insieme, fornendo quel fattore di solidissima amicizia virile - il personaggio dell'uno ha salvato la vita a quello dell'altro in Vietnam - che rende il tutto più adatto agli spettatori maschietti. Come negli altri esperimenti del regista, che di lì a poco imbroccherà il successo della serie di Il ragazzo dal kimono d'oro, si registra un aura simpaticamente famigliare, un equilibrio tra artigianato e industria capace di distrarci anche dai vari momenti francamente tristi: tra le molte, citiamo la sequenza della morte del ragazzo annegato nella vasca da bagno, girata senza un minimo di patos drammatico.
Il cinema italiano in salsa americana ha le sue regole. Quelle che Fabrizio De Angelis con la sua Fulvia Film ha dimostrato in più di un'occasione di conoscere se non di riscrivere ex novo, nonostante i forti condizionamenti produttivi. Più riuscito di quanto si dica o si legga in giro.

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