Trama IL GRIDO | Sky Cinema
IL GRIDO

IL GRIDO

116'1957Drammatico
  • Regia: Michelangelo Antonioni
  • Genere: Drammatico
  • Paese: Italia
  • Durata: 116'
  • Data di uscita: 1957
  • Titolo originale: IL GRIDO

Cast:

Steve Cochran, Alida Valli, Betsy Blair, Gabriella Pallotta, Dorian Gray, Piero Corvelatti, Guerrino Campanili, Lilia Landi, Lynn Shaw, Mirna Girardi, Gaetano Matteucci, Pina Boldrini, Guerrino Campanini

Trama:

Un paese della valle del Po: Irma (Valli) decide di lasciare Aldo (Cochran), suo compagno da anni, al quale ha dato una bambina, Rosina. Aldo è sconvolto, non riesce a capire. La donna ha un amante più giovane, non recede dalla decisione. Aldo le mette anche le mani addosso, davanti a tanta gente, poi si prende la bambina e se ne va. Ritrova un'antica fidanzata, che gli vuole ancora bene, ma non succede nulla: Aldo pensa sempre a Irma. Padre e figlia girano nella zona del Po come due disperati, mangiano qua e là, dormono dove possono. Aldo incontra Virginia, padrona di un chiosco di benzina, che lo ospita. Fra i due nasce qualcosa, ma Aldo è insofferente, una mattina sparisce e la bambina lo segue sempre. Incontra Andreina, molto carina, tristissima anche lei. Non lavora più, non ce la fa. Rispedisce la bambina alla mamma. Aldo è sempre più disperato. Fa un ultimo tentativo per tornare da Irma, che è irremovibile e balorda. Sale sulla torre dello zuccherificio dove ha lavorato e si butta nel vuoto. Davanti a Irma. Grandissimo film, il più significativo di Antonioni insieme all' Avventura. Esemplare la rappresentazione della natura mai così protagonista: Aldo, con la sua giacca sdrucita, con la sua bambina che gli trotterella dietro, cammina nelle terre del Po, fra i filari, sull'argine, nel fango, lontano ci sono i paesi. Incontra la gente e ogni incontro è una nuova direzione. Tutto è determinato dal caso. Gli amori sono piccoli e tristi, e mai scelti. Ciò che sarebbe vitale sfugge, non è recuperabile. E c'è il vento, c'è la pioggia, tutto è difficile. E il caso, sempre, sovrintende. Lo stile, scarno ed essenziale, di lucida pulizia, trasmette il mondo di Antonioni attraverso parole e rapporti di una semplicità assoluta, non ci sono quasi discorsi, ci sono risposte e ci sono le azioni che tutto spiegano. E comunque niente serve, ognuno rimane dentro se stesso, i tentativi non approdano a nulla. Non ci si fa capire e le cose dipendono sempre dagli altri. E agli altri non importa della tua felicità. La caduta e la morte finale di Aldo forse sono sproporzionate al resto della storia, che non prende mai una via perentoria. Ma può essere la memoria di un certo cinema francese al quale alcuni nostri autori, almeno all'inizio, non hanno saputo sottrarsi. Una menzione per la semplice e straordinaria colonna sonora composta da Giovanni Fusco con Lya De Barberis al pianoforte (unico strumento). Il grido mantiene ottima vedibilità a quarant'anni di distanza e vale come manifestazione di come eravamo in una stagione di cambiamenti ed espressione di smarrimento e di angoscia che valgono adesso come allora.

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