Trama IPOTESI DI COMPLOTTO | Sky Cinema
IPOTESI DI COMPLOTTO

IPOTESI DI COMPLOTTO

134'1997Giallo
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  • Regia: Richard Donner
  • Genere: Giallo
  • Paese: USA
  • Durata: 134'
  • Data di uscita: 1997
  • Titolo originale: IPOTESI DI COMPLOTTO

Cast:

Julia Roberts, Mel Gibson, Patrick Stewart

Trama:

Jerry Fletcher è un tassista paranoico che ogni giorno attraversa le strade di New York subissando i suoi passeggeri di teorie cospirative da lui stesso elaborate spulciando all'interno dei vari quotidiani. La sua vita scorre fra il suo taxi, la casa-bunker e il Dipartimento di Giustizia dove si reca periodicamente per esporre le sue ipotesi di complotto ad Alice Sutton, assistente alla procura di Manhattan. Un giorno, dopo aver seguito degli uomini fin dentro gli uffici della CIA, Jerry viene rapito e condotto via in segreto. Al suo risveglio si ritrova legato ad una sedia a rotelle di fronte ad un uomo, il dottor Jonas, che gli inietta una sostanza allucinogena e gli domanda insistentemente con chi abbia parlato. In pieno delirio confusionale, Jerry riesce a fuggire dall'edificio dove era stato rinchiuso e a presentarsi nell'ufficio di Alice, la quale, dopo averlo tranquillizzato e portato in ospedale, comincia a non crederlo più così pazzo. È noto come gli Stati Uniti siano particolarmente suscettibili alle logiche della paura e alle teorie del complotto. La loro storia è colma di serial killer, cecchini e omicidi eccellenti ancora irrisolti che fanno parte di un immaginario comune tanto quanto la Coca Cola o i marchi dei ristoranti fast food. L'intreccio di un film come Ipotesi di complotto si presenta complicato proprio in quanto interessato a confrontarsi con tutto questo articolato insieme di misteri e di dicerie e a mescolarlo tanto con la letteratura ("Il giovane Holden") che con la musica pop ("Can't take my eyes off of you"). Immesso all'interno di questo variegato circuito di riferimenti culturali, Jerry Fletcher si configura come il tipico uomo americano plasmato dalla voce e dalla politica delle istituzioni. La sua paranoia e la crisi mnemonica sono le risposte traumatiche di un uomo qualunque manipolato dalle logiche della paura e dal regime del controllo.
Certo, in Ipotesi di complotto l'elemento politico e soprattutto l'aspetto critico rimangono quasi sempre subalterni quando non addirittura oscurati dalle dinamiche tensive dell'action-thriller e da una sceneggiatura volutamente macchinosa e iperbolica. Ma una delle migliori capacità di Richard Donner, da sempre grande promotore di un cinema di intrattenimento infantile, fantasioso o genuinamente fracassone, è proprio quella di saper lavorare intelligentemente con una serie di motivi legati all'immaginario popolare (il fumetto in Superman, la caccia al tesoro ne I Goonies, i cicli delle leggende medievali in Ladyhawke (citato simpaticamente all'interno del film). Così, anche se Ipotesi di complotto più che come un oscuro pamphlet à la Orwell, si configura come una rivisitazione ironica delle figure del paranoico e dello smemorato, all'interno di questa struttura votata al puro intrattenimento, Donner riesce a disseminare un'ampia serie di riferimenti alle leggende metropolitane e alle paure che si sono espanse come un pandemia nella cultura contemporanea. In un continuo giocare, anche a livello formale, con immagini riflesse e superfici specchianti, il regista di Arma letale elabora un suo personale invito, fra il serio e il faceto, a non fermarsi solo alle semplici apparenze degli eventi.

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