Trama INDAGINE SU UN CITTADINO AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO | Sky Cinema
INDAGINE SU UN CITTADINO AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO

INDAGINE SU UN CITTADINO AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO

118'1970Poliziesco
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  • Regia: Elio Petri
  • Genere: Poliziesco
  • Paese: Italia
  • Durata: 118'
  • Data di uscita: 1970
  • Titolo originale: INDAGINE SU UN CITTADINO AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO

Cast:

Vittorio Duse, Ugo Adinolfi, Arturo Dominici, Pino Patti, Giuseppe Licastro, Filippo Degara, Fulvio Grimaldi, Aldo Rendine, Aleka Paizi, Massimo Foschi, Sergio Tramonti, Gian Maria Volonté, Florinda Bolkan, Orazio Orlando, Gianni Santuccio, Salvo Randone

Trama:

Il 'dottore', appena promosso da capo della Sezione Omicidi a capo della Sezione Politica, uccide, sgozzandola, l'amante con cui aveva un rapporto sadomasochistico e che, come ha scoperto, lo tradiva con uno studente che appartiene alla contestazione attiva. Invece di cercare di occultare le prove le rende sempre più evidenti, convinto come è che il Potere gli può consentire di continuare ad essere al di sopra di ogni sospetto. Premio Oscar al miglior film straniero più che meritato quello andato a un film che, se risentiva a tratti del clima politico del tempo, ha purtroppo assunto una dimensione sempre più profetica nelle cronache politico-giudiziarie dei decenni successivi. La sceneggiatura, scritta da Petri con Ugo Pirro, mette in scena un uomo tanto apparentemente potente quanto intimamente fragile (l'amante lo taccia di 'infantilismo sessuale'). La scena dell'interrogatorio dello studente resta negli annali del cinema come sintesi di un delirio di onnipotenza di chi, nella confusione più totale e con pretese di cultura, mentre umilia chi ha di fronte si proclama socialista e cita Petrarca. Per un soggetto così complesso e con un finale che avrebbe fatto la gioia di Freud, anche se parte della critica lo trovò confuso, occorreva un attore capace di dare realismo a un coacervo di tensioni psicologiche convogliate su un unico personaggio. Gian Maria Volonté, con la maniacale capacità di immedesimarsi nei ruoli si rivela la scelta più giusta ma lo è anche Florinda Bolkan, attrice assolutamente in grado di incarnare l'ambiguità e, al contempo, portata a una recitazione che non aveva nulla del metodo proprio del suo partner. Nato con all'origine l'idea dostoevskiana dell'assassino che sfida la giustizia il film venne accusato da alcuni gruppi extraparlamentari di essere addirittura a favore della polizia avendo avuto troppo successo. Se lo si ripensa dopo il G8 di Genova e le riflessioni che in materia anche il cinema ci ha offerto (Diaz. Non pulire questo sangue) ci si accorge di come i temi trattati siano ancora di estrema attualità.

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