Trama KAGEMUSHA, L'OMBRA DEL GUERRIERO | Sky Cinema
KAGEMUSHA, L'OMBRA DEL GUERRIERO

KAGEMUSHA, L'OMBRA DEL GUERRIERO

159'1980Drammatico
  • Regia: Akira Kurosawa
  • Genere: Drammatico
  • Paese: Giappone
  • Durata: 159'
  • Data di uscita: 1980
  • Titolo originale: KAGEMUSHA, L'OMBRA DEL GUERRIERO

Cast:

Tatsuya Nakadai, Tsutomu Yamazaki, Kenichi Hagiwara, Takashi Shimura, Toshiaki Tanabe, Kota Yui, Kai Ato, Takayuki Shiho, Kaori Momoi, Masatsugu Kuriyama, Kumi Nanase, Osamu Sugimori, Sumire Shiroki, Kamatari Fujiwara, Naeko Nakamura, Akihiko Sugizaki, Fujio Tokita, Takashi Ebata, Masayuki Yui, Alexander Kairis, Hideji Otaki, Jean-Pierre Carlini, Yoshimitsu Yamaguchi, Ai Matsubara, Dichi Kanakubo, Francis S. Sercu, Naruhito Iguchi, Tetsuo Yamashita, Yugo Miyazaki, Tasuhito Yamanaka, Noboru Sone, Senkichi Omura, Kumeko Otowa, Jimpachi Nezu, Norio Matsui, Mitsuko Baisho, Daisuke Ryu, Noboru Shimizu, Yasushi Doshida, Hideo Murata, Yutaka Shimaka, Toshihiko Shimizu, Koji Shimizu, Sen Yamamoto

Trama:

Nel 1572, durante le guerre tra clan per la conquista di Kyoto, Shingen Takeda resta mortalmente ferito; prima di morire ordina al suo clan di non diffondere la notizia, servendosi di un kagemusha, un sosia, che continui a incutere terrore nel nemico.
Dopo aver tentato il suicidio per non essere riuscito a realizzarlo, Kurosawa Akira riesce infine nel 1980 a mettere in scena Kagemusha, grazie al denaro americano e alla produzione congiunta di Francis Ford Coppola e George Lucas. È in particolare quest'ultimo a pagare il suo debito di riconoscenza al maestro per aver fornito con il suo cinema molte delle idee e delle suggestioni alla base di Guerre stellari: e l'Imperatore ringrazia, contaminando con il West - che lui stesso ha contribuito a plasmare, influenzando tanto Per un pugno di dollari che I magnifici sette - l'epico finale della tragica storia del clan Takeda. La lunga attesa ha permesso a Kurosawa di reinventare il suo Kagemusha nel segno del colore, che gioca un ruolo fondamentale tanto nelle scene di massa diurne che in quelle notturne, sottolineando i colori primari che sono alla base dei quattro elementi - Vento, Foresta, Fuoco, Montagna - su cui si basa la forza dell'esercito Takeda. Un'armata antica, fatta di cavalli e fanti, che incarna il Giappone che se ne va e lascia il posto alla contaminazione dell'Occidente, diavolo della modernità, e alle astuzie delle armi da fuoco, di cui si avvale l'astuto generale Nobunaga Oda. Giocato su una scansione della narrazione prettamente teatrale, Kagemusha è precursore del capolavoro Ran nella sua ripresa di temi scespiriani: il sosia è l'uomo comune, un banale ladruncolo che porta il dovuto rispetto alla figura sacrale del capo dove non ne è in grado il figlio legittimo Katsuyori, accecato dall'ambizione e dalla volontà di rivalsa.
Kagemusha nasconde i suoi punti di debolezza - in primis la mancanza della "maschera" di Toshiro Mifune, sostituito da un volenteroso ma non altrettanto efficace Tatsuya Nakadai - con la potenza di sequenze tra le più impressionanti dell'intero cinema di Kurosawa. Il messaggero che letteralmente "sveglia i morti" attraversando le schiere esauste dei soldati, l'arcobaleno che sembra presagire la sciagura dietro il cambio di strategia di Katsuyori, l'allegoria finale sullo scorrere degli eventi in mano a un Fato bizzarro che "il mondo a caso pone".
E il tragico-farsesco sosia, più vero del vero, che, quasi posseduto dallo spirito di Shingen Takeda, ne assume la solennità e la saggezza, doti proprie di un leader in grado di tenere unito il suo clan anche dall'aldilà. Anche se le torri di Kyoto resteranno un miraggio, una chimera sognata ma mai afferrata.

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