Trama MARS - DOVE NASCONO I SOGNI | Sky Cinema
MARS - DOVE NASCONO I SOGNI

MARS - DOVE NASCONO I SOGNI

100'2004Commedia
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  • Regia: Anna Melikyan
  • Genere: Commedia
  • Paese: Russia
  • Durata: 100'
  • Data di uscita: 2004
  • Titolo originale: MARS - DOVE NASCONO I SOGNI

Cast:

Artur Smolyaninov, Gosha Kutsenko, Nana Kiknadze, Elena Morozova, Yevgeniya Dobrovolskaya, Yana Esipovitch, Gali Abajdulov, Tatyana Markova, Andrei Batukhanov, Svetlana Sadkovskaya, Vladimir Kremena, Nina Belosluttseva, Aleksandr Ilin, Yana Esipovich, Nadezhda Kamenkovitch, Aleksandra Skachkova, Gosha Kutsenko

Trama:

Marks è una cittadina situata da qualche parte dell'ex impero sovietico. Il suo nome era dedicato al fondatore del comunismo ma ora ha perso la K. Così come per i suoi abitanti molte cose sono cambiate ma muteranno ancor di più quando arriva Boris, un pugile in fuga da una serie di sconfitte sul ring e costretto a fermarsi per una sosta che lui spera sia breve. Boris viene da Mosca e questo fatto di per sé lo rende importante agli occhi di chi ha l'occasione di conoscerlo. Il giovane e intraprendente Grigorji, in particolare, ci tiene ad esibire la sua compagnia e gli presenta la bibliotecaria Greta di cui è innamorato. Ma Greta sceglie diversamente.
Il cinema degli anni bui dell'URSS circolava quasi solo nei festival ed arrivava a un pubblico più vasto solo grazie a qualche autore dissidente come Tarkovski. Il crollo del regime invece di favorire una fioritura di proposte nuove ha finito con il certificare (complice anche una censura di mercato che non aiuta la circolazione dei film europei in Europa) il dominio del cinema statunitense e di qualche clone autoctono spettacolare.
Fortunatamente c'è ancora qualche casa di distribuzione coraggiosa come le Officine Ubu che ci ricorda che non tutto è perduto e che la freschezza di idee nuove si coniuga ancora con capacità narrative capaci di attrarre lo spettatore più curioso.
Anna Melikian (classe 1976) ci regala con Mars un gioiellino capace di stupire con melanconica dolcezza e, al contempo, di far pensare. Perché a questo film non manca l'accesa fantasia visiva (vedi i riferimenti a Chagall così come alla tradizione popolare) mista a un livello surreale che fa pensare a un Kaurismaki che abbia passato la frontiera. Nella nuova Russia il denaro è riservato ai ricchi. Gli altri vengono pagati 'in natura'. È geniale l'idea per cui, essendoci in loco la più importante fabbrica di peluche ogni dipendente venga ricompensato con dei pupazzi più o meno grandi a seconda della propria prestazione. Toccherà poi ad ognuno di loro cercare di rivenderli ai passeggeri dei treni che fanno sosta in una stazione nel cui atrio troneggia un Lenin seminpacchettato. Se poi in città trionfano enormi poster con Marx attorniato da coniglietti e orsacchiotti, nei cuori domina il desiderio in andare via. Che sia l'"A Mosca" di cecoviana memoria o le foto false per raggiungere un ipotetico principe azzurro a Parigi, nessuno sta bene dove sta. Solo il mito del nuovo zar Putin fa vibrare gli ormoni della bellezza locale che, a sua volta, riuscirà ad andarsene solo in effigie.
Anche la romantica ma consapevole Greta, interpretata da un'attrice che ricorda Kate Blanchett e Uma Thurman, troverà la propria meta e non sarà quella più semplice da raggiungere in un mondo in precario equilibrio tra un passato da lasciarsi alle spalle e un futuro estremamente incerto.

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