Trama LADRI DI BICICLETTE | Sky Cinema
LADRI DI BICICLETTE

LADRI DI BICICLETTE

92'1948Drammatico
  • Regia: Vittorio De Sica
  • Genere: Drammatico
  • Paese: Italia
  • Durata: 92'
  • Data di uscita: 1948
  • Titolo originale: LADRI DI BICICLETTE

Cast:

Giulio Chiari, Nando Bruno, Checco Rissone, Mario Meniconi, Ida Bracci Dorati, Fausto Guerzoni, Michele Sakara, Carlo Jachino, Gino Saltamerenda, Massimo Randisi, Sergio Leone, Emma Druetti, Eolo Capritti, Giulio Battiferri, Giovanni Corporale, Peppino Spadaro, Memmo Carotenuto, Vittorio Antonucci, Lamberto Maggiorani, Lianella Carell, Elena Altieri, Enzo Staiola, Umberto Spadaro

Trama:

Antonio Ricci festeggia con la famiglia il lavoro che ha ottenuto faticosamente: attacchino di manifesti del cinema. La famiglia riscatta dal banco dei pegni la bicicletta e Antonio va a lavorare. Sta incollando il manifesto di Gilda quando gli rubano la bicicletta. Cerca di rincorrere il ladro ma inutilmente. Disperato inizia un'impossibile ricerca insieme a suo figlio Bruno. Il povero Antonio le tenta tutte, compresa la visita a una medium. Un giorno crede di vedere il ladro, lo blocca e chiama un carabiniere. Col militare perquisisce la poverissima casa del presunto ladro, che al momento cruciale ha un attacco di epilessia. Sempre più disperato Antonio decide di rubare a sua volta una bicicletta. Ma non è il suo mestiere: viene rincorso e preso dalla folla. Lo porterebbero in questura se non fosse per l'intervento di Bruno, che commuove la gente e si porta via il papà per mano. Ci fu una stagione in cui le classifiche nobili del cinema ponevano questo film al secondo posto a pari merito con la Febbre dell'oro, dietro l'immancabile Potemkin. Negli anni successivi, il suo fascino "populista" venne considerato suggestione e la verità venne considerata poesia. Poi venne "corretta" l'interpretazione di ciò che il film rappresentava, anche fuori dal nostro paese, con un'istantanea dell'Italia del dopoguerra ritenuta misera, persino squallida. Dunque nelle classifiche di volta in volta compilate il film scendeva continuamente. Era responsabilità di gran parte della critica che ha giudicato i film secondo il momento politico. Per molto tempo il sentimento è stato una sorta di veleno per la pellicola. Ora, al di là di tutto, Ladri di biciclette rimane un lavoro di bellezza assoluta, come manifesto sociale nel quadro del suo tempo, come opera cinematografica e come monumento della storia dell'arte generale. Nel film I protagonisti di Altman, un produttore cerca uno sceneggiatore e lo trova in un piccolo cinema di Pasadena che guarda Ladri di biciclette in edizione originale. In sostanza il film è davvero un mito generale, fa parte di tutte le memorie di comunicazione. Le scene da ricordare sono praticamente tutte quelle del film: dalla ricerca fra migliaia di biciclette di Porta Portese, al pasto di padre e figlio nella trattoria fino alla sequenza finale del bambino che tiene la mano del padre.

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