Trama SOTTO DUE BANDIERE | Sky Cinema
SOTTO DUE BANDIERE

SOTTO DUE BANDIERE

143'2004Drammatico
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  • Regia: Je-gyu Kang
  • Genere: Drammatico
  • Paese: Corea del sud
  • Durata: 143'
  • Data di uscita: 2004
  • Titolo originale: SOTTO DUE BANDIERE

Cast:

Eun-ju Lee, Bin Won, Hyeong-jin Kong, Aneliese Kelly, Dong-gun Jang

Trama:

Due fratelli, un unico destino. Siamo negli anni '50, in Oriente sta per esplodere una delle prime micce della Guerra Fredda: la guerra di Corea. Jin-tae e Jin-seok vengono coinvolti nel conflitto contro gli invasori comunisti del Nord, ma reagiscono in maniera diametralmente opposta. Il fratello maggiore si rende protagonista di imprese eroiche diventando in breve una macchina da guerra; il più piccolo ripudia l'atrocità della violenza. I due vivranno così un conflitto nel conflitto.
Se solo si potessero scindere con una sorta di "menù fai da te" le sezioni di gratuito patetismo dalle sequenze caotiche e sanguinolente delle azioni di battaglia, questo Brothers Of War ne avrebbe solo da guadagnare. La Guerra di Corea, una delle più feroci del secondo dopo Guerra, trova degna rappresentazione in una pellicola che non lesina nulla quanto a realismo e brutalità. Guerra intestina, praticamente un'inutile guerra civile al termine della quale si tornò all'assetto di partenza, imperialismo cinese contro mondo libero: un conflitto ancora più atroce proprio perché vide protagonista un popolo contro se stesso, frartelli contro fratelli.
Prorpio l'idea simbolica di narrare la storia di una guerra civile al fianco di due fratelli - prima inseparabili sostenitori della stessa causa, poi acerrimi nemici - è la chiave di questo flim coreano. Uno dei due - fino alla fine non si sa se il maggiore o il minore - è un uomo anziano che ai giorni nostri viene chiamato al riconoscimento dei resti del fratello morto 50 anni prima in battaglia. É da qui che parte il flash back di quegli anni bui. Il tema del ricordo è l'assoluto protagonista: il ricordo della guerra, ma anche il ricordo dei tempi felici affogato tra trincee e bunker.
E la violenza è tutta sullo schermo senza censura, filtri o spettacolarizzazioni di sorta, proprio per evidenziare il contrasto. Il ricordo è un ralenty - spesso stucchevole - accompagnato da temi musicali ariosi e lacrimevoli; il conflitto è rapido, serrato incontenibile e catastrofico. Un accostmento scontato forse, eppure commovente e sconvolgente come solo la barbarie della guerra sa esserlo.

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