Trama LETTERA A TRE MOGLI | Sky Cinema
LETTERA A TRE MOGLI

LETTERA A TRE MOGLI

103'1949Commedia
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  • Regia: Joseph L. Mankiewicz
  • Genere: Commedia
  • Paese: USA
  • Durata: 103'
  • Data di uscita: 1949
  • Titolo originale: LETTERA A TRE MOGLI

Cast:

Thelma Ritter, Connie Gilchrist, Kirk Douglas, Florence Bates, Paul Douglas, Linda Darnell, Ann Sothern, Jeanne Crain

Trama:

A qualche chilometro da New York, nella Contea di Westchester, tre giovani mogli prendono un battello per un'escursione con un gruppo di orfanelli. Sul ponte sono raggiunte dalla lettera di una comune amica che le informa che lascerà la città con uno dei loro mariti. La donna non precisa quale. Imbarcate e impossibilitate a sciogliere l'enigma, ritornano nei pensieri alla loro vita coniugale, trovando nelle pieghe del quotidiano indizi che alimentano il sospetto. Deborah Bishop, ex ausiliaria di marina, ha sposato un uomo d'affari molto impegnato e poco presente verso cui prova un sentimento di inadeguatezza, Rita Phipps, autrice di radiodrammi, ha un marito professore che sentenzia contro l'abbruttimento delle masse e disapprova la sua ambizione e il suo conformismo, Lora Mae Hollingsway, proletaria in un appartamento modesto sulla ferrovia, ha impalmato senza amore il suo principale coriaceo e senza maniere. Il ritorno a casa scioglie il mistero e riserva una sorpresa.
Appassionante caccia al tesoro nella memoria di tre mogli ossessionate dall'abbandono coniugale e dal riconoscimento sociale, Lettera a tre mogli è il primo vero successo di Joseph L. Mankiewicz. Figura colta e sensibile dell'età dell'oro hollywoodiana, Joseph L. Mankiewicz pratica tutti i registri creativi (sceneggiatore, regista, produttore), predilige i soggetti sociali e rifiuta quasi sempre l'azione, nel senso hollywoodiano del termine, preferendo la prestazione dominante dei dialoghi e accomodando i suoi personaggi 'in un interno' dal quale emerge audaci profili psicologici. Ritratto luminoso di tre donne e insieme radiografia clinica dell'istituzione matrimoniale, la commedia di costume di Mankiewicz mette i personaggi femminili in una posizione insostenibile e ancora oggi assolutamente realista: la difficoltà di scegliere tra l'amore e l'amor proprio. Attraverso flashback che stabiliscono delle connessioni col presente e i legami che uniscono le tre coppie di amici, ciascuna protagonista deve confrontarsi con la propria incapacità a gestire il proprio statuto sociale. In cerca di un equilibrio, a cui pervengono almeno simbolicamente nell'epilogo, le protagoniste e il film si interrogano sulla libertà d'azione della donna in una società quadrata, elitaria e principalmente ipocrita.
Mankiewicz fa una scelta ragionevole e ridona respiro e indipendenza psicologica alle sue eroine. Liberate per un giorno dai vincoli coniugali, restituisce ai suoi personaggi la fiducia nell'istituzione della coppia. Coppia che non imprigiona, intralcia o nega ma si fa motore di vita, affermazione della propria personalità dalla parabola dell'altro. L'amore per l'altro e l'amor proprio non sono antagonisti, sono al contrario complici contro una società che vorrebbe controllare tutto fino a imporci il suo modello di vita riuscita. E il successo sociale è quello che opprime i personaggi femminili. Ma il 'femminismo' di Mankiewicz interviene a questo punto in maniera sottile, non per raggiungere un obiettivo sociale (un salario o una situazione professionale) ma per abbracciare, alla fine della giornata e del film, la libertà individuale. L'autore esalta il sé e rigetta la conformità al modello, donando una chance alle aspirazioni, semplici o complesse che siano. Deborah, per esempio, che vive le sue origini e la sua natura come ostacolo alla sua relazione, doppierà il suo pregiudizio prendendo finalmente coscienza della sua forza e della capacità del suo matrimonio. È la prova che le infligge la femme fatale matura e chiaroveggente a restituirle fiducia in se stessa e a farle abbracciare la sua fortuna.
Seduttrice di mariti, Addie Ross è voce off, suggestione che non vediamo mai se non 'ritagliata' o evocata nelle conversazioni per le sue qualità intriganti. Addie è la donna assoluta che ammalia i mariti e atterrisce le mogli. È l'oggetto del desiderio degli uomini, quale che sia la loro condizione sociale, il fantasma di una donna che (non) c'è e off

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