Trama SOMETHING FROM NOTHING: THE ART OF RAP | Sky Cinema
SOMETHING FROM NOTHING: THE ART OF RAP

SOMETHING FROM NOTHING: THE ART OF RAP

111'2012Documentario
  • Regia: Ice-T, Andy Baybutt
  • Genere: Documentario
  • Paese: Gran Bretagna
  • Durata: 111'
  • Data di uscita: 2012
  • Titolo originale: SOMETHING FROM NOTHING: THE ART OF RAP

Cast:

Bun B, Afrika Bambaataa, Busy Bee, Joe Budden, Grandmaster Caz, Common, Anthony Criss, Ice Cube, Chuck D., Royce Da 59, Dana Dane, Yasiin Bey, Snoop Dogg, Dr. Dre, Eminem, Lord Finesse, Doug E. Fresh, Ice-T, Lord Jamar, Cheryl 'Salt' James

Trama:

Quello che so è che l'hip hop richiede abilità. La capacità di un grande dj, la bravura di un grande breakdancer, lo stile di un grande graffiti writer o il sapore e la tecnica di un MC di talento... Ho sempre considerato il microfono la mia arma, le mie munizioni sono la mia intelligenza, e il mio calibro la mia cadenza e il movimento. Questo non è un gioco, questa è l'arte del rap.
Con questa riflessione Ice-T chiude il documentario da lui diretto e co-prodotto (perché il rap gli ha salvato la vita) che analizza l'hip hop attraverso una serie di interviste con alcune tra le più autorevoli voci della scena. Kanye West, Common, Redman, Dr. Dre, Joe Budden, Afrika Bambaataa, Ice Cube, KRS-One, Chino XL, Chuck D, Snoop Dogg, Yasiin (precedentemente conosciuto come Mos Def), il beatboxer Doug E. Fresh per un totale di cinquantaquattro artisti uniti da uno motivo comune: spiegare il significato del rap, ognuno secondo la sua personale visione. Dalla East Coast (ovvero New York, dove si concentra la maggior parte del film perché è lì che è nato il genere) alla West Coast, passando per il Midwest, Ice-T e i suoi interlocutori vanno a fondo della questione, espongono teorie, tecniche, esperienze, aneddoti, segreti del mestiere, rivelano chi li ha ispirati, improvvisano rap acapella mettendosi a nudo di fronte alla camera per la prima volta, forse, nella loro vita. Si scopre così che un giovanissimo e inesperto Lord Jamar dei Brand Nubian provò a rimare sulla pista strumentale, che allora si chiamava do it yourself version (versione fai da te), di "The Breaks" di Kurtis Blow, senza riuscire a mettere insieme una sola rima. Che Eminem scrive testi complicati perché per lui il rap è come un puzzle in cui incastrare le parole. Che secondo Marley Marl il rap non è rispettato come il jazz o il blues perché non c'è collaborazione tra gli artisti ("hai mai sentito B.B. King combattere contro un avversario... o Chick Corea parlare male di quel fottuto nigger?"). L'impressione è che se non ci fosse un personaggio come Ice-T dall'altra parte del microfono, ma un giornalista - per quanto preparato - gli intervistati non si sarebbero sbottonati tanto. Ma il regista/intervistatore fa le domande giuste e crea la giusta atmosfera, che sia in strada, in uno studio di registrazione, in una palestra, in un parco, in cucina o in una villa a bordo piscina.
Le immagini che scorrono - insieme ai pezzi della (notevole) colonna sonora - lungo i binari della metropolitana del ghetto newyorkese, da Bronx a Harlem, la malfamata e ormai celebre 8 mile di Detroit e le strade trafficate di Los Angeles e del South Central, si incaricano di raccontare le origini dell'hip hop e dei suoi maggiori portavoce. Lasciato fuori qualsiasi tipo di polemica (che sia su testi violenti, sulle morti o sulla misoginia) e relegato il ruolo femminile alla sola presenza di Cheryl James delle Salt-N-Pepa e Mc Lyte - tra le poche manchevolezze di una narrazione esaustiva - Something from Nothing: The Art of Rap si alza per difendere i propri diritti e chiede rispetto. Perché come dice Grandmaster Caz dei Cold Crush Brothers: l'hip hop non ha inventato nulla, ma ha reinventato tutto.

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