Trama STARLET | Sky Cinema
STARLET

STARLET

103'2012Drammatico
  • Regia: Sean Baker
  • Genere: Drammatico
  • Paese: USA
  • Durata: 103'
  • Data di uscita: 2012
  • Titolo originale: STARLET

Cast:

Dree Hemingway, Besedka Johnson, James Ransone

Trama:

Jane è una ragazza senza radici che sta iniziando una carriera nell'ambiente del porno e, quando non lavora, passa le giornate con la collega Melissa, tra canne e videogiochi, e con l'unico affetto della sua vita, il chihuahua Starlet. Un giorno, decisa a personalizzare la sua stanza in affitto, acquista un thermos da una vecchietta che ha allestito una piccola vendita nel suo giardino. Un thermos che si rivelerà contenere diecimila dollari. In dubbio sul da farsi, Jane comincia a frequentare la vecchia Sadie e a farle da autista. La donna dapprima è diffidente, poi pian piano si apre a questa amicizia inattesa e sempre più importante.
Come un coniglio estratto da un cilindro apparentemente vuoto, come un mucchio di soldi trovati dentro un vecchio utensile, Starlet è qualcosa di magico e fortunato, che vive di una serie di casi incredibili, proprio come l'incontro che racconta. Basti pensare, per intenderci, che quattro settimane prima dell'inizo delle riprese il regista non aveva ancora trovato né Jane né Sadie, eppure a guardare il film si direbbe che sia nato da loro, da un calco del reale. E invece così non è: Dree Hemingway, al momento delle riprese, era una modella con quattro settimane di vacanze a disposizione, e Besedka Johnson un'ottantacinquenne che, se tanti anni prima si era trasferita a L.A. col sogno di recitare, ormai non ci pensava più e se ne stava serena a fare palestra, quando è stata notata da qualcuno della produzione. La serendipità che circonda la chiusura del casting, insieme con l'enorme talento delle due protagoniste, che si sono trasformate per il film anziché contare sul procedimento inverso, uniti alla tenerezza che Sean Baker infonde in ogni inquadratura -sia quella di una partita di bingo tra anziani o quella, per definizione artificiosa, di un set hard-, compongono un racconto minimalista, gentile e sorprendentemente naturale: la storia semplice, e allo stesso tempo complessa, della relazione tra due esseri umani, unite dal caso e amiche per scelta.
Attorno alla metafora del thermos, che inizialmente la giovane scambia per un'urna cineraria e poi decide di adattare all'uso di vaso per i fiori, concedendogli una nuova esistenza ma allo stesso tempo traendo da esso una straordinaria e inattesa "fortuna", il regista di Brooklyn dà vita ad un piccolo grande momento cinematografico, nel quale la vicenda privata di una vecchia e di una giovane s'inserisce nel contesto metropolitano di riferimento senza lasciare nulla al caso, ma favorendo un dialogo muto e continuo tra contenuto e contenitore.

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