Trama SU RE | Sky Cinema
SU RE

SU RE

80'2012Religioso
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  • Regia: Giovanni Columbu
  • Genere: Religioso
  • Paese: Italia
  • Durata: 80'
  • Data di uscita: 2012
  • Titolo originale: SU RE

Cast:

Pietrina Menneas, Tonino Murgia, Paolo Pillonca, Antonio Forma, Luca Todde, Giovanni Frau

Trama:

Le ultime dodici ore di Gesù tradito da Giuda, rinnegato da Pietro, processato (e flagellato) dai gaglioffi del Tempio, condannato dal popolo e pianto da Maria, che lo ricompone nel sepolcro. Ultima cena prima della comparizione davanti a Caifa e a Pilato e della Passione che lo "passerà da questo mondo al Padre". Condotto sulle pietre di Supramonte, Gesù verrà impietosamente 'conficcato' alla croce tra il clamore dei suoi avversari e il silenzio compianto delle donne. La sete spenta con aceto cede all'ultimo respiro e al sospiro scosso della terra, che trema prima di ritrovare Cristo e la luce.
Ha un'evidenza ordinaria e sconosciuta il Cristo di Fiorenzo Mattu, che parla la lingua sarda e combatte una lotta terribile nel Getsemani aspro di Giovanni Columbu. Il regista di Arcipelaghi mette in scena un altro processo dentro il buio pietroso della sua terra e dentro un paesaggio fuori dal tempo. Sul banco degli imputati questa volta c'è Gesù, gonfio e livido per le percosse, così ancorato nel sembiante a una dimensione terrena da temere che gli precluda il cielo. Ma è a questo punto che interviene lo stile dell'autore, inchiodando l'immortale e innalzando il mortale dentro una Passione che si rompe e si frantuma per l'irruzione di ripetuti flashback. Analessi che riavvolge e poi ritorna a svolgere, confluendo su quell'albero eretto a cui è inchiodato l'amore implacabile.
Columbu celebra il film come una messa, rinnovando una vicenda che attualizza un evento mitico, sprofondato in un tempo arcaico e feroce. Alla maniera di Pasolini e di Bresson, lo sguardo dell'autore si fissa asceticamente su volti comuni e disarmonici, prestati da non attori e trasformati in icone sacre destinate al cielo. Scartata l'ipotesi di un Cristo divo e divino, Columbu si muove in direzione radicalmente opposta rispetto all'estetica del santino e dell'arte classica, il Gesù di Mattu è congruente a quello 'brutto', barbuto e siriaco di Isaia, un uomo deformato (dei formitas - forma di Dio) dal dolore e lontano dall'inalterabilità delle divinità olimpiche o dall'attrazione di una stella del cinema.
Il Cristo di Su Re assume su di sé la 'bruttezza' degli infidi ceffi dei quadri fiamminghi, che lo trafiggono con le loro lance, e l'abulia dei non attori, che il regista ha derivato da centri di salute mentale, perché riveli l'assoluta bontà del divino. Pieno di grazia sgraziata, Gesù secondo Columbu non si incarna nella parola ma nella visione e nei suoni di quella visione. Costruito intorno ai Vangeli di Giovanni, Matteo, Luca e Marco Su Re è fortemente radicato nella voce della natura, che non si spiega e che lascia alla profondità delle proprie emozioni, scoprendo la nostra umanità complessa, la dissonanza, il nostro essere poveri cristi in cammino.
Su Re è poesia sacra che risuona in noi, comparandoci alla bellezza che salverà il mondo. Nella rimediazione cinematografica di Columbu si rinnova il martirio con un pudore inverso alla pornografia e alla spettacolarizzazione di Mel Gibson, lasciando fuori campo e sottratto alla vista dello spettatore l'aberrazione bestiale delle belve divoranti. A noi che guardiamo morire un uomo nello sguardo ottuso dei convenuti alla crocifissione, non resta che ascoltare la crudezza di un chiodo che trafigge la carne. Uno schianto che ferisce le orecchie, chiude gli occhi, inchioda il respiro.

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