Trama INTERIOR. LEATHER BAR. | Sky Cinema
INTERIOR. LEATHER BAR.

INTERIOR. LEATHER BAR.

60'2013Drammatico
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  • Regia: James Franco, Travis Mathews
  • Genere: Drammatico
  • Paese: USA
  • Durata: 60'
  • Data di uscita: 2013
  • Titolo originale: INTERIOR. LEATHER BAR.

Cast:

Val Lauren, James Franco, Christian Patrick, Travis Mathews, Brenden Gregory, Bradley Roberge, Collin Chavez, A.J. Goodrich, Robbie Acklen, Osbaldo Daniel Alvarez, Andres Barcelo, Nick Buda, Jol Devitro, Jonathan Howard, Caleb James, Michael Lannan, Loc Le, Tyson C. Lenard, Matthew McKelligon, Joel Michaely, Chervine Namani, Adrian Pena, Ben Phen, Jake Robbins, Scott Schwenk, Jay Sosnicki, Lane Stewart, Rob Vincent, Keith Wilson

Trama:

Nel 1980 un regista americano sulla cresta dell'onda, il William Friedkin di L'esorcista e Il braccio violento della legge, dirige un film controverso che suscitò aspre polemiche. Quel film si intitolava Cruising ed era ambientato nella comunità omosessuale sadomasochista di New York. L'interprete principale era niente di meno che Al Pacino, nei panni di un detective incaricato di infiltrarsi nel mondo degli assidui frequentatori di equivoci night club, per scovare un serial killer di omosessuali. Pare che quel film, che scandalizzò i benpensanti ma fu accusato di omofobia dalla comunità gay, contenesse 40 minuti di scene di sesso estremo ed esplicito, tagliate dal regista per non incorrere in quell'"X rating" che lo avrebbe bollato come pornografico. Interior. Leather Bar. è una sorta di docu-fiction che ricostruisce il processo di realizzazione dei quei leggendari 40 minuti andati perduti.
L'amato attore di blockbuster hollywoodiani James Franco prosegue nella sua opera di sperimentazione sul cinema art house e sceglie il talentuoso regista indie Travis Mathews come compagno di avventura nella direzione di un film estremamente concettuale. Infatti, Interior. Leather Bar. non è una mera ricostruzione di qualcosa che non c'è più, ma una riflessione metacinematografica sul processo creativo. Franco e Mathews vanno ben oltre quei 40 minuti tagliati da Friedkin per le pressioni della censura. In questo lungometraggio di un'ora, della sequenza girata negli interni del Leather Bar ci sono solo pochi minuti. Certo, sono minuti che lasciano il segno: sesso estremo, esplicito, non simulato, evidenziato da una martellante musica techno e reso sulfureo da una fotografia livida, bluastra e da uno stile di ripresa a tratti onirico. Ma, attorno al fulcro di questa sequenza, ruota il mondo che ai due registi interessa filmare: quello di una troupe e soprattutto un cast alle prese con un film difficile, scomodo.
L'obiettivo è riflettere sulle ragioni che hanno spinto un regista affermato, e con lui un attore famoso, a decidere di girare una sequenza che sarebbe stata certamente tagliata. Franco e Mathews vanno oltre il semplice omaggio a un film diventato, dopo tante critiche, un piccolo cult. Come esplicitano all'inizio della loro docu-fiction, molte cose sono cambiate dal 1980 a oggi. In primo luogo, il matrimonio gay è stato accettato e anche la cultura queer, che tanto spaventava all'epoca, è stata normalizzata. Ciò che resta un tabù è il sesso. «Una parte così importante nella vita di ogni uomo - afferma Franco - non può ancora essere mostrata sul grande schermo. Il circuito mainstream ribolle di immagini violente, arti mozzati, ma il sesso esplicito, estremo, soprattutto se omosessuale, desta ancora scalpore».
I due registi provano a riflettere sulle ragioni di questo perdurante tabù, testando le reazioni del cast alle scene che sono chiamati a girare. In particolare, l'attore Val Lauren - scelto da Franco per il ruolo del personaggio interpretato da Al Pacino - nutre forti perplessità sul contenuto esplicito della sequenza madre del film, non capisce perché l'amico si sia imbarcato in questo folle progetto. I suoi dilemmi chiamano in causa i temi messi al centro dai due registi: i labili confini tra arte, realismo e pornografia; l'atto della visione capace di modificare la percezione comune. Lo stesso Lauren cambia idea dopo aver assistito in prima persona alla scena di sesso girata da suoi colleghi, coppia gay anche nella vita: la sensazione di fastidio lascia posto alla tenerezza. Proprio come il personaggio del poliziotto interpretato da Al Pacino acquisisce una nuova consapevolezza di sé alla fine del film, anche Lauren è diverso al termine delle riprese. Conscio di aver preso parte a un progetto che celebra la massima libertà della creazione artistica.

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