Trama WRONG COPS | Sky Cinema
WRONG COPS

WRONG COPS

85'2013Commedia nera
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  • Regia: Quentin Dupieux
  • Genere: Commedia nera
  • Paese: USA
  • Durata: 85'
  • Data di uscita: 2013
  • Titolo originale: WRONG COPS

Cast:

Mark Burnham, Eric Judor, Marilyn Manson, Steve Little, Eric Wareheim, Arden Myrin, Grace Zabriskie, Daniel Quinn, Jonathan Lajoie, Brandon Beemer, Steve Howey, Ray Wise, Mark Burnham, Eric Judor, Steve Little, Marilyn Manson, Grace Zabriskie, Arden Myrin, Eric Wareheim, Isabella Palmieri, Daniel Quinn, Hillary Tuck, Jennifer Blanc, Tim Trobec, Ray Wise, Joel Bryant, Don Stark, Agnes Bruckner, Bob McCracken, Brandon Beemer, Ping Wu, Mary Loveless, Jonathan Lajoie, Isabella Palmieri, Hillary Tuck, Jennifer Blanc Biehn, Tim Trobec, Joel Bryant, Don Stark, Agnes Bruckner, Bob McCracken, Ping Wu, Mary Loveless

Trama:

In una Los Angeles immaginaria un gruppo di poliziotti si concede ogni tipo di licenza, spacciando droga o estorcendo prestazioni sessuali attraverso il ricatto. In un mondo in cui la legge non esiste e le regole del buonsenso sono ribaltate, è possibile trovare una borsa di denaro in cortile o incontrare un poliziotto che cerca disperatamente di sfondare nel mondo della musica elettronica.
"95% marketing e 5% di talento". Detto da uno che deve la sua carriera a un pupazzetto giallo e a uno spot di jeans azzeccato, suona quasi come una autoironica dichiarazione di intenti. Quentin Dupieux, regista di Wrong Cops, fa pronunciare la sentenza a un produttore musicale come soluzione per sfondare nel mondo della musica contemporanea, rivolgendosi alla strana coppia formata da un poliziotto con una benda alla Lady Gaga e una passione insana per la techno e un moribondo interessato più al groove perfetto che a sopravvivere.
Una sequenza che è già cult e che aiuta a inquadrare il contesto dell'insano mondo surreale dell'ex-Mr. Oizo, transitato in maniera sempre più risoluta dal pop al cinema, con il nome di battesimo Quentin Dupieux. Wrong Cops rappresenta l'epitome della sua poetica, sintesi del trash di John Waters e ancor più della Troma ma in veste estetizzante da videoclip, in cui illustrare le abiette performance di un distretto di polizia degenerato, figlio del Dope Show di Marilyn Manson (presente in un piccolo ma memorabile cameo) e dell'universo di David Lynch, che rivive attraverso le sue "creature" Ray Wise e Grace Zabriskie.
Come e più dei precedenti exploit del francese, un'operazione destinata a dividere, in cui la chiave è non prendersi sul serio e adattarsi a un microcosmo in cui prevale lo shock dell'attimo sulla coesione dell'intreccio. Gag talora irresistibili se prese singolarmente che in qualche modo faticano ad adattarsi ai confini di un lungometraggio, ma che colpiscono, nel bene o nel male, l'immaginario. Magari stordendolo fino all'esasperazione, gridando la propria identità anziché limitandosi a suggerirla.
Ma oggi, nel 2013, anche (soprattutto?) questo è cinema, tanto da conferire a Dupieux uno status di autore che gli si confà almeno quanto l'intimo femminile su uno dei suoi sgradevoli e corpulenti poliziotti "sbagliati". Un minutaggio breve, 82 minuti, ma sufficiente per raggiungere lo scopo e poi chiudere con un'esaltante morale, lucida e crudele, pronunciata in un barlume di effimera saggezza da un poliziotto talmente strafatto da dimenticarla immediatamente. Marilyn Manson non appare per caso: perché siamo tutte star ora, nel dope show.

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