Trama SE SPOSTI UN POSTO A TAVOLA | Sky Cinema
SE SPOSTI UN POSTO A TAVOLA

SE SPOSTI UN POSTO A TAVOLA

84'2012Commedia
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  • Regia: Christelle Raynal
  • Genere: Commedia
  • Paese: Francia, Belgio
  • Durata: 84'
  • Data di uscita: 2012
  • Titolo originale: SE SPOSTI UN POSTO A TAVOLA

Cast:

Franck Dubosc, Elsa Zylberstein, Audrey Lamy, Arié Elmaleh, Mathias Mlekuz, Shirley Bousquet, Louise Monot, Lannick Gautry, Tom Raynal, Jérôme Daran, Rosalie Mottard, Marguerite Blanc, Maud Galet-Lalande, Gabriel Boisante, Alain Holtgen, Jean-Michel Larre, Gérard Klamm, Hélène De Pourtalès, Emeline Scatliffe, Christelle Raynal, Helga Dieli

Trama:

Marie ed Eric si sono incontrati per caso su un treno diretto ad Avignone. Sei anni dopo è il giorno del matrimonio di Marie la quale si concede ad Eric per un veloce rapporto sessuale su uno dei tavoli della sala di ricevimento per il pranzo. È inevitabile che i segnaposti nominativi cadano. Tocca ad Eric risistemarli senza sapere in quale ordine erano stati collocati. Ciò farà sì che si trovino fianco a fianco persone per cui si era pensato a una diversa collocazione. Con tutte le conseguenze...del caso.
Christelle Raynal, al suo primo lungometraggio si ispira a due modelli 'alti' nell'ambito della commedia. Da un lato affronta il tema della casualità ponendosi la classica domanda su "cosa sarebbe accaduto se" che fece il successo di Sliding Doors. Dall'altro lavora sulla riproposizione delle vicende così come accadeva in Ricomincio da capo, da noi già rivisitato da Antonio Albanese in È già ieri. Non c'è nulla di male, sia chiaro, nel rifarsi al cinema preesistente. Il problema sta semmai nell'adattamento della sceneggiatura che la stessa Raynal ha scritto insieme all'autore del soggetto Francis Nief. Costui ha una buona esperienza in materia ma, ahimè, nell'ambito di episodi di serie tv. Ciò che nello schema consolidato di una serie può funzionare grazie a quel tanto di ripetitività e quindi di consapevolezza dello spettatore, finisce con il perdere di spessore nel momento in cui viene concentrato nell'arco di meno di 90 minuti. Occorre allora stereotipizzare dei personaggi per 'forzarli' in alcune situazioni (vedi il rapporto nella toilette del locale) finendo per contraddire proprio l'enunciato di base: ciò che dovrebbe avvenire 'per caso' accade perché 'deve' accadere anche se i soggetti in tutto o in parte mutano. Finisce così per mancare al film quella leggerezza intelligente che è un segno distintivo della commedia 'alla francese' e che qui si intravvede solo di tanto in tanto. Quasi 'per caso'.

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