Trama THE LOST DINOSAURS | Sky Cinema
THE LOST DINOSAURS

THE LOST DINOSAURS

83'2012Avventura
  • Regia: Sid Bennett
  • Genere: Avventura
  • Paese: Gran Bretagna
  • Durata: 83'
  • Data di uscita: 2012
  • Titolo originale: THE LOST DINOSAURS

Cast:

Richard Dillane, Peter Brooke, Matt Kane, Natasha Loring, Stephen Jennings

Trama:

Uno sperimentato gruppo di esploratori della British Cryptozoological Society va nella giungla del Congo per scoprire cosa c'è di vero sugli avvistamenti di un plesiosauro. Il capo della spedizione è il noto Jonathan Marchant, supportato dal suo braccio destro Charlie. In Africa sono affiancati da Amara che ha il compito di portarli nella zona desiderata. Jonathan, però, scopre con sorpresa che il suo ribelle figlio adolescente Luke - appena espulso da scuola - si è intrufolato a bordo dell'elicottero. Troppo tardi per rimandarlo indietro: controvoglia, Jonathan deve accettarlo come partecipante. Urtato da uno strano animale volante, l'elicottero precipita nella giungla. Il pilota muore e i sopravvissuti devono cavarsela da soli, sperduti in una zona inesplorata, nella quale non tardano a comparire proprio quelli che cercavano ma che speravano di trovare in altre condizioni: i dinosauri. E i guai si fanno ancora più seri.
La criptozoologia esiste davvero e il suo scopo è cercare la verità sugli animali che non sono ancora stati scoperti, ma di cui si parla da molto: per intenderci, gli yeti, Bigfoot, il mostro di Loch Ness e così via. I dinosauri, d'altra parte, appassionano il cinema da tempo immemorabile (Il mondo perduto con gli effetti di Willis O'Brien, il papà di King Kong, appartiene al muto, per non parlare del cartone animato Gertie di Winsor McCay che risale addirittura al 1914) e con il progredire degli effetti speciali hanno trovato il loro boom con la saga di Jurassic Park. Il matrimonio con il filone dei found footage movies (composti cioè da filmati "ritrovati") era perciò forse inevitabile (già Cloverfield copriva il vicino territorio dei creatures features). All'inizio ci viene infatti spiegato che il film è il risultato della riduzione di oltre 100 ore di filmati della British Cryptozoological Society: questo è quindi un altro film (sono stati tanti, ultimamente, da Diary of the Dead - Le cronache dei morti viventi a L'ultimo esorcismo e oltre) che ha la bonaria pretesa di farci credere che tutto quanto vediamo è vero. L'utilizzo di varie "fonti" visive montate insieme permette di evitare alcuni dei difetti di questi film basati su immagini "reali": non ci sono le tipiche lungaggini e il montaggio consente di creare una buona tensione (il primo attacco notturno, per esempio, è molto ben giocato). I confini dei found footage movies vengono così stiracchiati al massimo perché le riprese sono spesso troppo ben fatte e le angolature (o addirittura le cose mostrate) sono eccessive rispetto al numero di telecamere in funzione o incongrue in assoluto, ma tutto questo, se può fomentare i pignoli della credibilità di ciò che comunque non è credibile, aiuta la visione rendendola più fluida e gradevole e, dal punto di vista dello spettatore, ciò non è poco. I personaggi sono discretamente tratteggiati, in relazione al tipo di film, ed è introdotta in modo accettabile anche la problematica del difficile rapporto tra il famoso esploratore e il figlio da lui sostanzialmente abbandonato a se stesso. Peccato per alcuni comportamenti poco logici di qualche personaggio (Pete il cameraman che rincorre i dinosauri armato di microfono) che sembrano dettati solo dalla necessità di sfoltire progressivamente il numero dei partecipanti.
Elementi tipici dell'avventura e dell'horror si mescolano efficacemente creando un clima teso e insieme dotato di sufficiente sense of wonder. Certo, la premessa è piuttosto azzardata: una valle abitata da dinosauri al centro della giungla poteva essere credibile ai tempi di Conan Doyle, mentre ora lo è decisamente meno, ma una volta datala per accettata (grazie alla necessaria compagna di visione di molti film fantastici, la benedetta sospensione dell'incredulità) funziona abbastanza. Buoni gli effetti speciali (tenuto conto del budget modesto), aiutati dal realismo del contesto (Sid Bennett, qui all'esordio, è un apprezzato documentarista) che aiuta almeno in parte a superare alcune inadeg

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