Trama MULTIPLEX | Sky Cinema
MULTIPLEX

MULTIPLEX

90'2013Thriller
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  • Regia: Stefano Calvagna
  • Genere: Thriller
  • Paese: Italia
  • Durata: 90'
  • Data di uscita: 2013
  • Titolo originale: MULTIPLEX

Cast:

Francesca Romana Verzaro, Tiziano Mariani, Laura Adriani, Jacopo Troiani, Lavinia Guglielman, Federico Palmieri, Gabriele Mira Rossi, Giulia Morgani

Trama:

Sei ragazzi romani si danno appuntamento in un multisala dove scelgono di vedere un thriller. Già prima che l'ultimo spettacolo cominci, un addetto alla sicurezza delle sale maniaco dell'ordine si dimostrerà essere un bel po' fuori di testa, tra strani discorsi e comportamenti violenti. Nonostante siano anche a conoscenza di una brutta storia legata proprio a quel multiplex, incautamente, i giovani amici decideranno di nascondersi dopo la fine della proiezione per poter passare la notte all'interno del cinema.
Riciclando un vecchio classico del racconto di paura, quello della sfida a un luogo che si sa ben poco raccomandabile, Stefano Calvagna mette in piedi un thriller dalle venature horror interamente ambientato negli ambienti spersonalizzanti di un grande multisala. Sebbene azzecchi la scelta di non ricorrere all'ormai logoro gioco meta-cinematografico di titoli che da L'angoscia di Bigas Luna arrivano fino a Scream passando per il nostrano Demoni, questa pellicola girata con una certa padronanza registica cade sotto il peso di dialoghi sciatti e caratterizzazioni monodimensionali. È proprio il disegno distratto di un gruppo di ragazzi ciascuno rappresentante una precisa categoria umana, infatti, a minare la credibilità di una situazione drammaturgica già di suo non originale. Pur volendo passare sopra a quelle limitazioni di budget, spesse volte aggirate con il mestiere, risulta davvero difficile per lo spettatore entrare in sintonia con un parco umano incredibilmente stereotipato, mai illuminato da quella profondità di analisi psicologica che sarebbe stata necessaria a sostanziare la soluzione del mistero. Poco possono i movimenti di macchina, la discreta fotografia in HD e la partitura di Claudio Simonetti, che per l'occasione rispolvera un armamentario musicale curiosamente d'altri tempi, il problema è nell'evoluzione e nelle motivazioni dei personaggi. Ed è un peccato, perché una maggiore riflessione in fase di scrittura avrebbe forse portato ad un altro risultato, considerando che, sotto alle carenze, la forma si sente. Generalmente al lavoro su storie di cronaca, il regista romano tenta la via del genere, cercando di approfondire un discorso sullo sdoppiamento di personalità che rimane purtroppo in superficie. Il finale, pensato e girato in maniera approssimativa, potrebbe lasciar spazio a un sequel. La pellicola che fa sobbalzare sulle poltrone lo sventurato sestetto è lo (s)cult Fatal Frames - Fotogrammi mortali (1997) di Al Festa.

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