Trama UN PIANO PERFETTO | Sky Cinema
UN PIANO PERFETTO

UN PIANO PERFETTO

104'2012Commedia
  • Regia: Pascal Chaumeil
  • Genere: Commedia
  • Paese: Francia
  • Durata: 104'
  • Data di uscita: 2012
  • Titolo originale: UN PIANO PERFETTO

Cast:

Diane Kruger, Dany Boon, Alice Pol, Robert Plagnol, Jonathan Cohen, Bernadette Le Saché, Etienne Chicot, Malonn Lévana, Olivier Claverie

Trama:

Una maledizione perseguita le donne di casa Lefebvre: il loro primo matrimonio è destinato a finire male. Ecco allora che la bella Isabelle in un recente passato ha deciso, con la collaborazione della sorella, di mettere in atto un piano audace: attaccarsi alle costole di un uomo privo di attrattive, farsi sposare e divorziare subito dopo per convolare a seconde nozze con l'amore della sua vita. Peccato però che la sua preda sia Jean-Yves Berthier, redattore di guide turistiche, che la trascinerà prima in Africa e poi in Russia. Ma Isabelle, nonostante tutto, sembra decisa a non mollare.
I grandi successi possono influenzare (non sempre positivamente) registi e produttori. Accade così che Pascal Chaumeil, dopo il notevole esito di una commedia decisamente piacevole come Il truffacuori, tenti di fare il bis. In fondo l'elemento di base è simile: quali sono le scelte 'giuste' in campo amoroso? Come definirle? È possibile conseguire una certezza in materia? Anche sul piano del casting si gioca su una scommessa: se nel film precedente toccava a Romain Duris misurarsi con un ruolo diverso da quelli di uomo fascinoso e tormentato qui è il turno di Diane Kruger di affrontare la commedia 'romantica'. Diciamo subito che, seppure con un po' di sforzo, la prova è superata grazie anche al sorriso luminoso di cui l'attrice è naturalmente dotata. Considerando poi che se Duris era chiamato a duettare con Vanessa Paradis in questa occasione l'attrice tedesca deve confrontarsi con Dany Boon che in alcune scene si rivela un fiume in piena difficile da arginare, il divertimento non manca. Due elementi però frenano la fluidità della narrazione. Innanzitutto la struttura stessa della sceneggiatura che vuole che tutto quanto accade sia frutto di una narrazione che si tiene nel corso di una cena per cercare di consolare un membro femminile della famiglia. Questo finisce con il suddividere un po' meccanicamente l'azione in capitoli impedendone lo sviluppo in continuum. C'è poi, come pesante zavorra, l'assoluta prevedibilità del finale che non rassicura lo spettatore delle sue capacità deduttive (il classico "io c'ero arrivato per primo") ma semmai lo limita alla constatazione: "come volevasi dimostrare".
La scena con il leone nella savana, la dichiarazione choc di Isabelle davanti all'intellighenzia di Mosca o la seduta dentistica non mancheranno di divertire ma a Chaumeil si può chiedere di più.

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