Trama FIABESCHI TORNA A CASA | Sky Cinema
FIABESCHI TORNA A CASA

FIABESCHI TORNA A CASA

90'2012Commedia
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  • Regia: max mazzotta
  • Genere: Commedia
  • Paese: Italia
  • Durata: 90'
  • Data di uscita: 2012
  • Titolo originale: FIABESCHI TORNA A CASA

Cast:

Max Mazzotta, Lunetta Savino, Ninetto Davoli, Rita Montes, Deniz Ozdogan, Diego Verdegiglio, Ronny Morena Pellerani, Paolo Calabresi, Giampaolo Morelli

Trama:

Enrico Fiabeschi è il personaggio inventato da Andrea Pazienza e apparso in Paz!, per la regia di Renato De Maria. Il suo interprete in quel film, Max Mazzotta, riprende il ruolo in una sorta di spin-off che vede Fiabeschi, eterno studente fuoricorso collocato da Pazienza nella Bologna di fine anni Settanta, catapultato ai giorni nostri, quarantenne disoccupato e abbandonato dalla storica fidanzata Anna.
Enrico decide di tornare nella nativa Calabria, precisamente al paesello di Cuculicchio dove sono rimasti il padre bidello e la madre casalinga, insieme a una zia squinternata e un fratello minore. Nel tentativo di trovare il proprio posto nel mondo, e magari anche un posto di lavoro, Enrico incontrerà Sara, una barista muta ma non sorda (soprattutto alle sue lusinghe), ritroverà due amici sballati con cui intraprendere un'attività di trasporti, e conoscerà un giocatore di bocce, Carmelo (ben tratteggiato da Paolo Calabresi), che pare John Turturro ne Il grande Lebowski.
Proprio dalla citazione del film dei Coen si desume l'intento di Fiabeschi torna a casa: raccontare un disadattato come un irresistibile antieroe. Ed effettivamente l'aspetto buffo e accattivante di Mazzotta gli consente di ritagliarsi una maschera da simpatico perdente che ha gradualmente sempre meno a che fare con il Fiabeschi di Paz, anche se il regista riprende il taglio fumettistico delle tavole di Pazienza e rispolvera alcuni espedienti cinematografici di De Maria, come quello di far guardare il protagonista in camera invitandolo a rivolgersi direttamente al pubblico.
Il problema è che Mazzotta si innamora del suo personaggio al punto di subordinargli la trama, che risulta così esile e incompiuta. A lungo andare anche la comicità fisica dell'attore, così come quelle sue espressioni fra il grottesco e il surreale, appaiono ripetitive ed esageratamente insistite. E certi movimenti di macchina, tanto vistosi da risultare invadenti, finiscono per togliere fluidità alla narrazione.
Alcune caratterizzazioni di contorno restano azzeccate, pur nel poco spazio loro concesso, come la zia matta interpretata da Lunetta Savino con la consueta precisione o come Sara, che ha la fisicità da film muto (dunque molto adatta al suo ruolo) dell'attrice di origine turca Deniz Ordogan. Le ambientazioni cercano di reinventare un sud fuori dall'iconografia consolidata, pronto ad offrirsi come "quinta" per un racconto dall'impianto visivo teatrale, eredità del background professionale di Mazzotta.
Ciò che manca in Fiabeschi torna a casa è una drammaturgia che non si limiti all'estetica delle inquadrature e alla mimica del protagonista, ma offra al disadattato Enrico qualche sfida narrativa di sostanza, consentendogli di uscire dalla marginalità cui l'aveva confinato Pazienza per diventare un personaggio a tutto tondo.

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