Trama MISS VIOLENCE | Sky Cinema
MISS VIOLENCE

MISS VIOLENCE

99'2013Drammatico
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  • Regia: Alexandros Avranas
  • Genere: Drammatico
  • Paese: Grecia
  • Durata: 99'
  • Data di uscita: 2013
  • Titolo originale: MISS VIOLENCE

Cast:

Themis Panou, Eleni Roussinou

Trama:

Nella famiglia di Angeliki tutto sembra andare per il verso migliore se non fosse che la bambina, il giorno del suo 11esimo compleanno, a sorpresa si suicida buttandosi dalla finestra. Lo smarrimento che segue è inusualmente cauto, l'annuncio di una serie di altre stranezze che lentamente riveleranno l'inferno familiare vissuto dalla bambina e che ora vivono gli altri membri della famiglia. Il massimo della pulizia del perbenismo borghese che il patriarca mantiene infatti è solo una patina.
Appartenente alla scuola di Michael Haneke, Alexandros Avranas mette il pubblico nei panni degli anelli più deboli del suo film e li vessa dall'inizio alla fine, ne tortura e umilia spirito e animo molto prima della carne (di violenza vera in Miss violence ce n'è pochissima), ma a differenza del regista austriaco sembra non avere una motivazione per tanta distanza e freddezza dai suoi protagonisti.
L'intuizione migliore del film così pare essere quella per la quale lungo tutto il corso della pellicola si fatica a comprendere i ruoli della famiglia. Le parentele sono svelate lentamente e con un continuo ribaltamento di senso, mostrando con i fatti e non con le parole lo smarrimento umano di quel nucleo e aumentando, di scoperta in scoperta, la sensazione di disumana oppressione.
È il punto in cui culmina tutto questo lento costruire a deludere allora. La chiusa di una storia che sembra non avere speranze sceglie una via peculiare, asseconda il titolo, non concilia nè terrorizza davvero ma riesce solo a rendere ancor più fastidiosi e insulsi i personaggi, la cui mancanza di dignità non è mai affrontata, spiegata o solo comunicata. Così, quando è finita, la parabola di Miss Violence e tutta la distanza che il regista prende dai personaggi nel metterli in scena, generano una profonda disaffezione e pochissima partecipazione anche ai drammi più ingiusti che senza empatia risultano artificiosi.
Vista la situazione economica della Grecia non è difficile trovare paragoni, metafore o possibili allegorie con la storia del film, tuttavia l'impressione è che tale aderenze esistano più negli occhi di chi vuole vederle che nel film in sè.

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