Trama THE SHEBABS OF YARMOUK | Sky Cinema
THE SHEBABS OF YARMOUK

THE SHEBABS OF YARMOUK

78'2013Documentario
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  • Regia: Axel Salvatori-Sinz
  • Genere: Documentario
  • Paese: Francia
  • Durata: 78'
  • Data di uscita: 2013
  • Titolo originale: THE SHEBABS OF YARMOUK

Cast:

Trama:

Nel campo profughi di Yarmouk, all'interno della città di Damasco in Syria, vivono più di 110.000 rifugiati palestinesi, fin dal 1957. Alcuni di loro non hanno mai visto la loro terra madre, i più giovani non hanno nemmeno dei genitori che abbiano mai visto la loro terra madre. Tra i ragazzi l'aspirazione principale è fuggire, trovare un lavoro altrove e ognuno cerca un proprio modo di lasciare la Syria. Le difficoltà principali sono ottenere un passaporto valido, superare i controlli negli aeroporti e far fronte ai mille piccoli soprusi subiti.
Axel Salvatori-Sinz penetra nel campo di Yarmouk senza mai avere l'intenzione di fotografare l'esistente, non gli interessa vedere quel che c'è e riportare quel che accade ma preferisce utilizzare le vere storie dei cinque ragazzi che segue come base sulla quale costruire un documentario moderno, quindi narrativo, contaminato con un po' di finzione e narrato come un film. The shebabs of Yarmouk dunque ha un andamento da cinema d'autore, in cui lunghi dialoghi in ambienti ben selezionati, incastrano personaggi e paesaggi in maniere mai banali e sempre significative, in cui l'ambiente ha un proprio mood che entra dalla finestra mentre il vento sospinge una tenda di stracci. Gli argomenti affrontati dai protagonisti spaziano tra una serie di discussioni naive sulle proprie aspirazioni, ai piani per uscire dal paese fino ai racconti di chi ce l'ha fatta, per lasciar emergere non la situazione ma la maniera in cui essa è vissuta.
In questo senso il documentario centra il proprio obiettivo: finita la visione del film, non se ne sa molto di più sul campo e sulla situazione di chi lo abita ma lo spettatore ha empatizzato con un gruppo di ragazzi per i quali le aspirazioni e i sogni di un futuro migliore sembrano sempre ad un pelo dal poter essere raggiunti. Come in un film americano uno diventerà un militare, alcune cercheranno la strada della letteratura e altri si dimostreranno più rassegnati ad inserirsi nel sistema in cui sono nati e cresciuti.
La parte migliore di The shebabs of Yarmouk è infatti quella strana aria da American Graffiti che si respira, ovvero l'incombere di un domani che non sarà come i ragazzi lo descrivono o auspicano per se stessi e l'impressione che tutto questo attendere sia futile, come se gli spettatori fossero già in grado di vedere il futuro dei personaggi. Peccato quindi che nel cercare di raggiungere questo originale equilibrio Salvatori-Sinz imbastisca molte trame che poi non chiude, che spari diversi colpi a vuoto e non sempre possieda quella chirurgica precisione necessaria a realizzare un documentario in parte narrativo. Il risultato è quindi un film diseguale, non sempre dotato del ritmo più avvincente e che spesso gira a vuoto.

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