Trama WOLF CREEK 2 - LA PREDA SEI TU | Sky Cinema
WOLF CREEK 2 - LA PREDA SEI TU

WOLF CREEK 2 - LA PREDA SEI TU

106'2014Horror
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  • Regia: Greg McLean
  • Genere: Horror
  • Paese: USA
  • Durata: 106'
  • Data di uscita: 2014
  • Titolo originale: WOLF CREEK 2 - LA PREDA SEI TU

Cast:

John Jarratt, Ryan Corr, Shannon Ashlyn, Philippe Klaus, Shane Connor, Ben Gerrard, Gerard Kennedy, Annie Byron, Shannon Ashlyn, Philipe Klaus, John Jarratt, John Jarratt

Trama:

Ispirato a fatti realmente accaduti. Rutger e Katarina non vogliono itinerari turistici e decidono di visitare la 'vera'Australia mettendosi in viaggio verso il desolato parco di Wolf Creek. Qui si imbattono in un cacciatore di maiali, Mick Taylor, che propone loro un passaggio in città.
McLean afferma che il personaggio di Mick Taylor è un'indagine sulla Natura dell'identità nazionale australiana. In lui il conflitto tra passato coloniale, rancori storici e cicatrici culturali non trova risposta se non quella della vendetta spietata verso 'la specie introdotta'. Il suo agire manda all'aria tutte le convenzioni sull'impegno, l'astuzia e la bontà che hanno la meglio sull'esistenza, per concludere che il male può passarsela liscia e continuare a mietere vittime innocenti. La crudeltà di questo serial killer diviene emblema del caos frastornante e contraddittorio in cui viviamo e al quale tentiamo invano di assegnare un ordine. Un ordine che per il regista è solo frutto di una credenza culturale, non rintracciabile nella vita di ognuno.
Cresciuto con una autentica ossessione per il cinema di Hitchcock, Greg Mc Lean è un maestro in tutto ciò che serve in fatto di suspence, evitando puntualmente di scivolare sui cliché standard che lo spettatore si potrebbe talvolta aspettare. Entusiasmante la scena degli inseguimenti che per venti minuti muta il film in uno spettacolare road movie che riesce ad emulare il livello di tensione drammatica del magistrale Duel di Spielberg. Così come è abilissimo nel definire il rapporto tra l'ambiente ed i personaggi. Il paesaggio disarma volutamente il pubblico, che dimentica di essere in un film d'orrore e vi si ritrova in un rapido cambio di passo, fino alla pulsazione più brutale del dramma. Sanguinamenti, tachicardia e respiri affannosi vengono riarmonizzati con musiche country o attraversamento di animali selvatici, una citazione quest'ultima da Il Profeta di Audiard che calza a pennello nella struttura del film. In questa costruzione laboriosa nel riportare l'equilibrio e ponderare il livello di tensione verso un crescendo, la natura non è uno sfondo ma la protagonista. Lo sa bene McLean con la sua preparazione in arti visive e specializzazione in pittura del paesaggio. Il cratere metafisico di Wolf Creek, col deserto sterminato da cui è circondato ('secco come la vulva di una suora' dice Mick Taylor), è un convitato di pietra che osserva ciò che accade con estrema indifferenza. Il bene e il male non hanno significato per la Natura che non consegna un significato agli avvenimenti. Siamo agli antipodi di un film come Picnic ad Hanging Rock dove il paesaggio possedeva qualcosa di magnetico e maligno, seducendo e annientando, come a promettere la liberazione dalle convenzioni e dalle repressioni della società.
Il bene e il male concepiti dall'uomo non hanno qui alcun significato per l'arido altopiano australiano. Un tema leopardiano che ricorda il paesaggio desertico de 'La ginestra o il dialogo della Natura con un Islandese' " Se io vi diletto o vi benefico, io non lo so; e non ho fatto, come credete voi, quelle tali cose, o non fo quelle tali azioni, per dilettarvi o giovarvi. E finalmente, se anche mi avvenisse di estinguere tutta la vostra specie, io non me ne avvedrei". L'aver saputo tracciare questa indifferenza cosmica è il potere del film.

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