Trama NOBODY'S HOME | Sky Cinema
NOBODY'S HOME

NOBODY'S HOME

81'2013Drammatico
  • Regia: Deniz Akçay
  • Genere: Drammatico
  • Paese: Turchia
  • Durata: 81'
  • Data di uscita: 2013
  • Titolo originale: NOBODY'S HOME

Cast:

Lale Basar, Savas Alp Basar, Melis Ebeler, Mihriban Er, Sekvan Serinkaya, Ahu Türkpençe

Trama:

Una famiglia della classe media - bassa nella Istanbul di oggi. Nurcan è una cinquantenne frustrata, incapace di superare psicologicamente la morte del coniuge. Trascorre la maggior parte del tempo nell'appartamento di famiglia, dividendosi tra la pulizia ossessiva della casa e altre faccende domestiche e la visione assidua dei serials televisivi. Nei confronti dei tre figli manifesta un mix di apprensione e di continua richiesta di coinvolgimento nei problemi pratici: in sostanza cerca sicurezza attraverso la loro presenza. Feride, la figlia trentaduenne lavora in un ufficio, ma deve essere costantemente disponibile di fronte alle esigenze della madre che la tratta come capofamiglia e ignora le sue esigenze di vita propria. Ilker, il figlio sedicenne, frequenta la scuola svogliatamente e predilige gli spinelli. Rifiuta l'autorità della madre e della sorella maggiore e si installa a casa di un compagno, cercando "conforto" tra le braccia della madre di quest'ultimo. Özge, la figlia minore, spesso ignorata da tutti, cerca di ridare fiducia alla madre ed è testimone di litigi e tensioni, anche perché nel frattempo il fratello è tornato a casa. Finché Feride, incapace di sopportare ulteriormente l'egoismo possessivo della madre, accetta di sposare Gülaga, un collega d'ufficio poco più anziano, servizievole e disponibile, pur non essendone veramenta attratta. Nurcan prima cerca di dissuaderla, dicendole che il futuro genero non sarebbe un buon partito. Poi si rivolge a quest'ultimo e gli predice un futuro infelice con Feride. Ma alla fine deve accettare il fidanzamento ufficiale: è sconvolta dalla gelosia e teme il distacco.
Deniz Akçay Katiksiz ha scritto una storia credibile. Il suo approccio è fresco e incisivo ed evita la pericolosa deriva della complicazione psicoanalitica. Pur non mancando alcune situazioni streotipate e qualche eccesso umoristico grottesco o amaro utile per coinvolgere il pubblico, l'approccio sembra sincero e inquadra molto bene i pregiudizi della mentalità piccolo borghese. I personaggi sono tratteggiati con cura e la narrazione si sviluppa con un convincente ritmo drammatico, costellato da efficaci e significativi episodi contingenti.
La stessa regista ha dichiarato che si tratta della storia di persone che non riescono a definire i propri ruoli e quindi cercano goffamente di rivestire i ruoli decisi per loro e si danneggiano reciprocamente nella prassi quotidiana. Da notare anche la qualità cinematografica di molte inquadrature negli spazi chiusi e la perfetta maestria nel gestire senza retorica il tragico epilogo del film.

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