Trama SUR LE RIVAGE DU MONDE | Sky Cinema
SUR LE RIVAGE DU MONDE

SUR LE RIVAGE DU MONDE

106'2012Documentario
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  • Regia: Sylvain L'Esperance
  • Genere: Documentario
  • Paese: Canada, Mali
  • Durata: 106'
  • Data di uscita: 2012
  • Titolo originale: SUR LE RIVAGE DU MONDE

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Trama:

Al confine tra un passato da lasciarsi alle spalle e un futuro da agguantare, vive un gruppo eterogeneo di migranti provenienti dall'Africa Nera. A separarli dai loro sogni c'è il Mar Mediterraneo, ma prima ancora c'è il deserto, un non-luogo dominato dalla legge del più forte, dove la lotta per la sopravvivenza raggiunge i suoi estremi. In attesa di un lavoro e un passaporto che consentano loro di accorciare le distanze dalla meta di un viaggio infinito, questi giovani migranti si ritrovano a condividere un destino di patimenti, privazioni e speranza in una baraccopoli di Bamako, capitale del Mali, territorio di passaggio alle porte dell'Africa Nera, estremo avamposto di un deserto che non fa sconti a nessuno.
Siamo nel 2012, poco prima dello scoppio della guerra civile che sta insanguinando quest'ennesima area calda del mondo. Il regista segue questi uomini e donne da vicino, con la macchina da presa quasi incollata ai loro volti indomiti, ai loro sguardi fieri, mai piegati, nonostante le esperienze che li hanno segnati e la dura realtà con cui devono fare i conti ogni giorno. Lontano dalla retorica con cui spesso la "questione africana" viene affrontata nelle cronache europee, in tempi di incessanti tragedie del mare, il documentario diretto da Sylvain L'Esperance tratta il tema con una semplicità disarmante. Senza particolari costruzioni stilistiche, in un'evidente economia di mezzi, ma con un'efficace immediatezza, il regista dà voce agli ultimi, lasciando che le loro convinzioni, sogni, paure, bisogni e desideri fluiscano liberamente, senza filtri né intellettualismi. Ne viene fuori il racconto candido, e a tratti accorato, di una condizione di attesa e dolore, mitigata dalla forza dell'accettazione e dalla fiducia in se stessi e nei propri obiettivi di vita. Si compone, così, il puzzle di esistenze in bilico tra amarezze e speranze, individualità che lottano per se stesse, ma che trovano nella condivisione della collettività un'alleata inaspettata.
Tra i colori caldi di un'Africa bruciata da un deserto che ne forgia il carattere, emergono i ricordi di esperienze traumatiche. Dalle privazioni materiali alle deportazioni (questa è la parola che più ricorre tra gli intervistati), dalla prigionia alle violenze sulle donne, l'orrore si fa racconto, mentre la poesia e il teatro di strada fungono da catarsi di anime piene di dignità, che non si rassegnano all'ingiustizia. E che continuano a cercare la propria strada, nonostante tutto, sia essa in una sconosciuta e agognata metropoli europea o nell'ultimo ghetto africano.

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