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THOU GILD'ST THE EVEN

THOU GILD'ST THE EVEN

107'2013Drammatico
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  • Regia: Onur Ünlü
  • Genere: Drammatico
  • Paese: Turchia
  • Durata: 107'
  • Data di uscita: 2013
  • Titolo originale: THOU GILD'ST THE EVEN

Cast:

Ali Atay, Demet Evgar, Damla Sönmez, Erkan Kesal, Ezgi Mola, Serkan Keskin, Nadir Saribakat, Ahmet Müntaz Taylan

Trama:

La storia si svolge in una cittadina dell'Anatolia in cui tutti si conoscono e dove la vita trascorre in una pacifica monotonia. Peraltro è un luogo speciale: in cielo vi sono due soli di giorno e tre lune di notte e molti abitanti sono dotati di poteri paranormali. Cemal gestisce un negozietto di barbiere insieme al fratello e fa il guardialinee durante le partite di football. È un trentenne impacciato, ma può vedere cosa avviene attraverso i muri. Appare in preda a oscuri conflitti interiori, insicuro e malinconico. Quindi compie un grottesco tentativo di suicidio mentre è al lavoro: si taglia le vene con il rasoio. Viene fortunosamente soccorso da un passante e curato. Torna alla vita di sempre, ma poi incontra Yasemin, una graziosa ventenne che lavora come operaia in una fabbrica di imballaggio di uova. La donna vive con un cugino e accudisce un vecchio zio invalido, costretto a letto. Anche lei possiede un potere: fa levitare e sposta gli oggetti usando le dita. Tra i due si sviluppa una buffa e delicata storia d'amore. Un giorno Yasemin prende per mano l'amato e i due volano sopra la città. Intorno a loro si muovono altri curiosi personaggi: un amico di Cemal che insiste nel proporgli di alterare le partite di calcio con combines truffaldine; il padrone della fabbrica dove lavora Yasemin che è immortale; il venditore ambulante di libri Defer che può fermare il tempo e creare confusione; l'iman gigante, invisibile agli altri, che cerca di confortare e aiutare il suo protetto Cemal.
Il film, in bianco e nero, è un gustoso affresco venato di humour astruso e poetico. Nonostante qualche limite bozzettistico e alcune ripetizioni pleonastiche, appare anticonvenzionale e, a tratti, sorprendente. Onur Ünlü si conferma autore molto creativo, forse il più originale della sua generazione in Turchia. Orchestra una trama minimalista di piccoli episodi, preoccupazioni e contrattempi di una quotidianità molto sui generis, con reminiscenze di Charlie Chaplin e di Aki Kaurismaki e citazioni della pittura di Chagall e degli artisti surrealisti. Ripropone temi e comportamenti tipici della provincia, complicandoli con fantasiose soluzioni. I suoi personaggi possiedono doti paranormali, ma sono vittime di una sorta di impotenza psicologica e paradossalmente perdenti.
Il regista ha dichiarato di non avere voluto rappresentare "supereroi", ma piuttosto di aver inteso mostrare quanto l'essenza della parabola umana, costituita da angoscia esistenziale, dolori e sentimenti, non muti sostanzialmente anche in presenza di un habitat straordinariamente diverso. In effetti il film si apre con la citazione di una frase di Euripide, il noto drammaturgo della Grecia classica: " L'uomo è condizionato dall'ansia". Da segnalare infine la magnifica fotografia di Vedat Özdemir e il montaggio ingegnoso di Emre Boyraz.

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