Trama TAKE FIVE | Sky Cinema
TAKE FIVE

TAKE FIVE

95'2013Drammatico
Guarda il trailer
  • Regia: Guido Lombardi
  • Genere: Drammatico
  • Paese: Italia
  • Durata: 95'
  • Data di uscita: 2013
  • Titolo originale: TAKE FIVE

Cast:

Peppe Lanzetta, Salvatore Striano, Salvatore Ruocco, Carmine Paternoster, Gaetano Di Vaio, Gianfranco Gallo, Esther Elisha, Antonio Pennarella, Antonio Buonomo

Trama:

Un giovane idraulico ripara la perdita d'acqua nel caveau di una banca e partorisce l'idea di organizzare proprio lì una clamorosa rapina. Intorno a lui si costituisce la squadra, formata da un gangster depresso, un ricettatore, un pugile suonato e un ex rapinatore che ora fa il fotografo. Ma niente è destinato a funzionare come dovrebbe, e i cinque solisti non riescono ad armonizzarsi come una band.
Take five, che fin dal titolo si ispira al jazz di Dave Brubeck e si sviluppa come una partitura in cui le variazioni contano più della melodia di base, si colloca a metà fra Le iene e I soliti ignoti, mancando però dell'originalità di entrambi.
Opera seconda di Guido Lombardo, che con Là-bas - Educazione criminale nel 2011 vinse il premio Luigi de Laurentiis per la miglior opera prima a Venezia e il premio della Settimana della critica, Take Five riproduce sia i pregi che i difetti del film d'esordio del regista partenopeo: da una parte la capacità di inserirsi senza complessi di inferiorità nell'estetica del cinema internazionale, questa volta ispirandosi al mafia movie, e di lavorare sull'iconografia di genere con un piglio autoriale raramente visto nel cinema italiano contemporaneo. Dall'altra la tendenza a dilungarsi in digressioni che non fanno bene alla compattezza del film, lasciando troppo spazio all'improvvisazione dei pur bravissimi interpreti e ai virtuosismi della sua cinepresa, che indulge in ralenti e in riprese circolari snobbando i campi e controcampi. Anche la visione priva di glamour della criminalità organizzata non è cinematograficamente nuova, almeno da Gomorra in poi (ed era già ampiamente seminata in capolavori come Quei bravi ragazzi).
Quel che resta notevole è il talento registico di Lombardi, la sua capacità di amministrare l'inquadratura e controllare l'immagine fotografica, anche solo a livello cromatico, e certe intuizioni tragicomiche, come la foto di gruppo della banda di malcapitati. Siamo convinti che, limitando certi autocompiacimenti, sarà uno dei registi da seguire: lo aspettiamo fiduciosi al prossimo round.

Mostra altro