Trama THE STAG - SE SOPRAVVIVO MI SPOSO | Sky Cinema
THE STAG - SE SOPRAVVIVO MI SPOSO

THE STAG - SE SOPRAVVIVO MI SPOSO

94'2013Commedia
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  • Regia: John Butler
  • Genere: Commedia
  • Paese: Irlanda
  • Durata: 94'
  • Data di uscita: 2013
  • Titolo originale: THE STAG - SE SOPRAVVIVO MI SPOSO

Cast:

Andrew Scott, Hugh O'Conor, Peter McDonald, Brian Gleeson, Andrew Bennett, Michael Legge, Amy Huberman, Amy De Bhrún, Marcella Plunkett, Justine Mitchell, Amy Stephenson

Trama:

Fionnan sta per sposarsi e il suo testimone nonché migliore amico Davin decide di organizzare, come addio al celibato, un'escursione in montagna. Peccato che al gruppo, che oltre a Fionnan e Davin include il fratello di Fionnan, Kevin, il compagno di Kevin e l'amico Simon, si unisca il fratello della sposa, soprannominato The Machine: un individuo insopportabile che rischia di rovinare la gita a tutti.
Commedia interamente al maschile diretta dal regista irlandese John Butler, al suo debutto nel lungometraggio, e scritta da Butler insieme a Peter McDonald che interpreta il ruolo di The Machine, The Stag - Se sopravvivo mi sposo è stato campione di incassi in Irlanda, ed il perché è facilmente intuibile. Sulla falsariga delle commedia americane politically incorrect come Una notte da leoni, The Stag riesce a radicarsi profondamente nel vissuto irlandese, costruendo personaggi riconoscibili e situazioni che, pur nella loro assurdità, hanno un fondamento reale.
L'armonia all'interno del cast fa il resto: su tutti spiccano McDonald, un Depardieu anglosassone (una battuta del film rende esplicito omaggio a questa somiglianza), e la coppia di amici Andrew Scott (Davin) e Hugh O'Conor (Fionnan), la cui interazione lascia immaginare anni di frequentazione fra i due attori. La marcia in più di questa commedia ricca di battute gustose e di situazioni esilaranti è il sottotesto, che riesce ad essere profondamente polemico. Gli sceneggiatori seminano lungo tutto l'arco narrativo della storia indizi che conducono verso un esame della trasformazione del maschile che ha valore non solo antropologico ma anche specificatamente politico. Con leggerezza e apparente nonchalance, The Stag si trasforma gradualmente in una metafora di come l'Unione europea e la moneta unica abbiano "simbolicamente evirato" i Paesi (e gli individui) economicamente più deboli e più esposti.
Per una commedia da grande pubblico, è un risultato notevole essere riusciti a veicolare un messaggio così potente, attingendo alla cultura popolare e senza appesantire la narrazione. Illuminante (in chiave Merkel) la scena finale, che si chiude con le immortali parole del più celebre bardo celtico contemporaneo: "Siamo uniti, ma non siamo uguali (...) dobbiamo farci carico l'uno dell'altro".

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