Trama THE ETERNAL ZERO | Sky Cinema
THE ETERNAL ZERO

THE ETERNAL ZERO

2013Guerra
  • Regia: Takashi Yamazaki
  • Genere: Guerra
  • Paese: Giappone
  • Durata:
  • Data di uscita: 2013
  • Titolo originale: THE ETERNAL ZERO

Cast:

Junichi Okada, Mao Inoue, Haruma Miura, Isao Natsuyagi, Sometani Shôta, Kazue Fukiishi, Jun Fubuki, Gaku Hamada, Hirofumi Arai, Mikijirô Hira, Min Tanaka, Takahiro Miura, Isao Hashizume

Trama:

Al funerale della nonna, il giovane Kentaro Saeki, scopre che il suo nonno materno non è Kenichi Oishi, bensì Kyuzo Miyabe, un uomo che non ha mai conosciuto, morto in guerra come kamikaze nel 1945. Desideroso di saperne di più sul proprio antenato, Kentaro indaga sul suo passato, intervistando i piloti sopravvissuti della sua squadriglia: dopo alcune testimonianze che parlano di Miyabe come di un codardo, interessato alla propria vita più che all'onore del Giappone, il ragazzo riesce a ricostruire sempre più la figura di un eroe che con il suo gesto ha condizionato diverse vite umane.
Un film che ha rappresentato un caso ancor prima di uscire in sala. Tratto dal best seller di Naoki Hyakuta, romanziere vicino al primo ministro Shinzo Abe e tristemente noto per aver contestato l'esistenza del massacro di Nanchino del 1937, The Eternal Zero continua due tendenze del cinema giapponese recente. Il cinema della nostalgia, attraversato da tracce di nazionalismo populista, di cui Yamazaki Takashi è una delle voci più autorevoli, e quello di un silenzioso revisionismo storico, che si insinua sempre più tanto in politica che in ambito artistico. Sul primo punto Yamazaki è come se proseguisse con il suo racconto sull'orgoglio di appartenere alla nazione giapponese; dalla vita difficile e la strenua lotta per la rinascita di un Paese in Always: Sunset on Third Street, ambientato nel dopoguerra, alle pagine belliche di The Eternal Zero il passo è in fondo piuttosto breve. E tocca le medesime corde emotive, oscillando tra il sentimentalismo più retorico e l'eroismo dell'uomo comune nipponico di fronte alla necessità. In The Eternal Zero questi temi si intrecciano con il secondo punto e con pagine della storia dolorose e impossibili da affrontare a cuor leggero. Se due terzi del film di Yamazaki sono protesi nel tentativo di riabilitare l'atto suicida di Miyabe, raccontando come abbia affrontato a più riprese l'accusa di codardia pur di salvaguardare la propria vita (e così quelle dei propri cari), nell'ultima parte, in cui in maniera ellittica viene spiegato come Miyabe arrivi a diventare un kamikaze, l'apparato giustificazionista scricchiola e fatica a nascondere un'indubbia fascinazione per le gesta dei piloti dei caccia "Zero". Ovvero il vanto dell'areonautica giapponese, velivoli progettati per partire più che per tornare, e legati indissolubilmente all'immagine dei kamikaze nipponici: gli stessi affrontati, non senza ambiguità, da Miyazaki Hayao in Si alza il vento (il sensei del cinema di animazione si è però dissociato fortemente dalla lettura storica di Yamazaki). Le accuse rivolte a Yamazaki sono in fondo simili a quelle rivolte prima di lui a Eastwood e Milius e poi a Michael Bay, spesso accusati di "fascismo" in tempi in cui la lettura della critica cinematografica era fortemente condizionata dal contenuto politico. Autori di film bellici spesso straordinari - nel caso di Yamazaki, le scene belliche sono sensazionali, aiutate da un uso eccellente della computer graphics - ma a cui è difficile aderire completamente e lasciarsi coinvolgere senza remore. Nel caso di Yamazaki, in particolare, l'ombra è quella degli orrori della seconda guerra mondiale, mai abbastanza lontana, che non consente pareri troppo spregiudicati su temi delicati. Di diverso avviso è stato il pubblico giapponese, che ha regalato a The Eternal Zero uno straordinario successo, confermando una volta di più la capacità del regista di intercettare il sentimento (e il patriottismo sopito) della nazione del Sol Levante.

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