Trama CAN'T STAND LOSING YOU | Sky Cinema
CAN'T STAND LOSING YOU

CAN'T STAND LOSING YOU

84'2013Documentario
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  • Regia: Andy Grieve, Lauren Lazin
  • Genere: Documentario
  • Paese: USA
  • Durata: 84'
  • Data di uscita: 2013
  • Titolo originale: CAN'T STAND LOSING YOU

Cast:

Sting

Trama:

È quasi improprio definire Can't Stand Losing You un documentario sui Police: il film di Andy Grieve è molto più di questo e molto di meno nello stesso tempo. Il fan dei Police probabilmente si aspetterebbe altro: più musica dei Police e immagini live, uno spazio equamente distribuito tra i componenti della band, aneddoti inediti riguardanti Sting. Benché non manchino elementi in questo senso, Can't Stand Losing You è soprattutto il punto di vista di un Police, il chitarrista Andy Summers. Ossia il membro della band più insofferente nei confronti dell'ego di Sting e dell'atteggiamento del cantante, diretto in maniera crescente verso la disgregazione di una band ormai superflua per il prosieguo della sua carriera. Sostanzialmente un adattamento dell'autobiografia di Summers One Train Later, il lavoro di Grieve recupera stralci del libro, raccontati dalla voce di Summers stesso, e li alterna al montaggio di immagini del passato prossimo (il tour di reunion 2007-2008) e remoto (clip dei primi anni '80 estratte dall'archivio di Mtv) dei Police. Attraverso continui salti temporali si dipana una vicenda esemplare del rock anni Settanta: Summers inizia molto giovane a suonare, nel pieno della svolta di fine anni Sessanta. Finisce nella band di Eric Burdon, sfiora il successo del bambino prodigio e si ritrova altrettanto rapidamente senza un lavoro né una prospettiva. Gli inizi nella scena punk, tra sputi e oggetti scagliati contro il palco, quindi l'incontro con gli altri futuri Police: l'inizio della magia, il successo travolgente e inaspettato con Outlandos d'Amour e Roxanne, fino alla curva discendente della parabola. Tutt'altro che un veicolo promozionale o consolatorio, Can't Stand Losing You cerca pochi compromessi e non insegue particolari ambizioni autoriali (difficile definire Grieve regista anziché montatore), esponendo tutte le fragilità proprie di un'operazione fortemente autobiografica. Ma qui sta anche il principale motivo di interesse del film rispetto a un "rockumentary" più convenzionale.

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