Trama RIO 2096 - UNA STORIA D'AMORE E FURIA | Sky Cinema
RIO 2096 - UNA STORIA D'AMORE E FURIA

RIO 2096 - UNA STORIA D'AMORE E FURIA

74'2013Animazione
  • Regia: Luiz Bolognesi
  • Genere: Animazione
  • Paese: Brasile
  • Durata: 74'
  • Data di uscita: 2013
  • Titolo originale: RIO 2096 - UNA STORIA D'AMORE E FURIA

Cast:

Selton Mello, Camila Pitanga, Rodrigo Santoro, Massimo Lodolo, Barbara De Bortoli, Dario Oppido

Trama:

Seicento anni fa "Brasile" era solo il nome di un albero e il territorio su cui oggi sorge Rio era popolato dagli indios Tupinambas. Un uomo tra loro, profondamente innamorato, venne prescelto dal destino e dagli dei per condurre il suo popolo "alle terre libere dal male". Dal tramonto del 1500 fino al 2096, passando dalla guerra tra francesi e portoghesi, dai campi di cotone degli schiavi, dalla dittatura militare del '68 fino alla guerra per l'acqua del prossimo futuro, quell'uomo ha obbedito alla sua missione di combattente contro l'avanzata inarrestabile del buio e dell'odio, armato solo dell'amore per Janaìna e della vocazione a non arrendersi mai.
Vincitore assoluto del Festival di Annecy 2013, roccaforte del cinema d'animazione, Rio 2096 è effettivamente un oggetto affascinante per la felice corrispondenza che riesce ad instaurare tra immagine e racconto, ergendo la leggerezza a cifra di entrambi, nonostante il peso degli accadimenti narrati.
Rio De Janeiro è la costante del quadro d'insieme; un luogo che, pur mutando forma ad ogni epoca, si fa metafora di un terreno di lotta esistenziale tra l'amore e il potere. La sua costola, o emanazione diretta, è il protagonista, che nei secoli muta il nome e l'aspetto ma mantiene solida la presa di posizione dalla parte degli oppressi, cui si aggiunge il carico di dover assistere al riproporsi ciclico degli stessi errori e degli stessi orrori. Una storia di resistenza, dunque, che ben si adatta ai due generi chiamati in causa: l'epica del racconto di fondazione, da una parte, e la fantascienza tecnologico-piratesca dall'altra, che non può prescindere da ribelli pronti al sacrificio e multinazionali corrotte.
Sul fronte grafico, al recupero di inquadrature proprie dell'immaginario filmico evocato di volta in volta (da Avatar a Via col Vento al cinema cyberpunk), si accoppia e sovrappone un'estetica da graphic novel, che mantiene il film più vicino alla cornice mitica dell'animazione su carta anziché farne un prodotto interamente sintetico (e ricorda a tratti i lavori del fumettista e regista Enki Bilal).
Sceneggiatore noto, Luiz Bolognesi non aveva certamente a disposizione il budget per realizzare in live action questo affresco che attraversa le epoche, inscena guerre sanguinose, fa volare astronavi e uomini-uccello, ma la scelta dell'animazione, in questo caso, non ha il sapore del ripiego e appare anzi la soluzione più adatta, se non l'unica possibile.

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