Trama LA PAZZA DELLA PORTA ACCANTO | Sky Cinema
LA PAZZA DELLA PORTA ACCANTO

LA PAZZA DELLA PORTA ACCANTO

52'2013Documentario
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  • Regia: Antonietta De Lillo
  • Genere: Documentario
  • Paese: Italia
  • Durata: 52'
  • Data di uscita: 2013
  • Titolo originale: LA PAZZA DELLA PORTA ACCANTO

Cast:

Alda Merini

Trama:

Nel 1995 la regista Antonietta De Lillo incontra la poetessa Alda Merini (1931-2009): le conversazioni con lei, inframmezzate dalla lettura di sue poesie per voce dell'attrice Licia Maglietta (che a metà anni '90 portò a teatro un fortunatissimo monologo di Teatri Uniti, Delirio amoroso, sempre su quei testi) confluirono nel mediometraggio Ogni sedia ha il suo rumore (27'). A distanza di quasi 20 anni il girato in parte non utilizzato di quelle interviste riemerge dagli archivi RAI e rimontato accanto a rapide riprese della Milano di oggi, torna visibile come struttura portante di La pazza della porta accanto (che è anche il titolo di un libro di prosa del 1995 della scrittrice).
Con la sua naturale schiettezza, Merini si apre a pensieri sul peccato, l'anima, l'isolamento, l'ipervalutazione dell'amore, i clichés sulla santità dei poeti, la morte, l'esperienza dell'ospedale psichiatrico, la religione, il terribile distacco dai figli per via della malattia. Su tutto, il male contemporaneo dell'indifferenza. Con il linguaggio ordinario della "porta accanto" che all'improvviso si fa preciso, esatto, poetico, appunto. Un mediometraggio che alterna, alla quasi totalità d'immagini d'archivio (interviste realizzate a Milano, a casa della poetessa, seduta al suo tavolo di lavoro o di cucina), sporadici, fuggevoli flash - postprodotti come se fossero visioni parziali, confuse, forse allucinate - dei Navigli, quartiere della Merini.
Ma ci sono anche il naviglio della Martesana e pochi altri scorci urbani, svincolati da un preciso nesso logico, o lirico, con le immagini e le idee evocate dell'intervistata. Inserti funzionali a interrompere e movimentare le risposte della poetessa a domande che lo spettatore non conosce (perché, poi, non sfruttare di più L'amore stupisce, il bel pezzo di chiusura di Ascanio Celestini?). Come pre-testo non c'è nessuna informazione su Alda Merini, didascalia o informazione integrativa, e nessun altro intervento, come se La pazza della porta accanto fosse stato concepito come un extra di lusso a un già esaustivo ritratto. Per chi è già edotto sull'opera e soprattutto sulla biografia della Merini, inscindibile dall'opera stessa, c'è il privilegio di un'osservazione ravvicinatissima, nell'intimità di un'abitazione privata che, pur in quel poco che s'intravede, è già un altro personaggio e set affascinante («Sai cosa vuol dire una tavola nuda, dove uno vive solo? Questo è il significato del disordine: non avere più un commensale a tavola»).
Chi non la conosce proverà comunque la curiosità di scoprirne il mistero profondo del "delirio amoroso" (anche se, come lei stessa sostiene, «i poeti sono inconoscibili»), nonostante il fatto che la cornice non sia altrettanto preziosa.

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