Trama ATTACCO AL POTERE 2 | Sky Cinema
ATTACCO AL POTERE 2

ATTACCO AL POTERE 2

99'2016Azione
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  • Regia: Fredrik Bond, Babak Najafi
  • Genere: Azione
  • Paese: USA
  • Durata: 99'
  • Data di uscita: 2016
  • Titolo originale: ATTACCO AL POTERE 2

Cast:

Gerard Butler, Aaron Eckhart, Morgan Freeman, Alon Aboutboul, Angela Bassett, Robert Forster, Jackie Earle Haley, Melissa Leo, Radha Mitchell, Sean O' Bryan, Charlotte Riley, Waleed Zuaiter

Trama:

In seguito a un attacco dei droni dell'esercito Usa, il trafficante di armi Aamir Barkawi perde la figlia durante la celebrazione delle sue nozze. Anni dopo, in seguito alla scomparsa del Primo Ministro britannico, le autorità mondiali, tra cui il Presidente degli Stati Uniti, vengono invitate a partecipare al funerale di Stato. Il pericolo di un attacco terroristico è elevatissimo, ma nessuno si aspetta qualcosa di simile a ciò che avverrà.
Dopo la Casa Bianca doveva toccare a una capitale europea. Quindi chi se non l'alleato storico degli Stati Uniti, altrettanto detestato dall'Asse del Male del terrorismo islamico? Nel momento in cui si viene a sapere la notizia che il Primo Ministro inglese è morto e che seguirà una cerimonia funebre con tutti i principali capi di stato presenti, il pubblico sa già cosa lo attende. Così come l'indomito Mike, l'agente della CIA con licenza di uccidere nella maniera più barbara possibile, interpretato da Gerard Butler. Il successo, in parte inaspettato, di Attacco al potere, doveva necessariamente condurre a un sequel, reso tristemente attuale da quanto avvenuto a Parigi il 13 novembre. La contiguità con la realtà della politica internazionale però finisce qui. Attacco al potere 2, ancor più del primo episodio, è sostanzialmente un film di fantascienza, in cui la credibilità è bandita in favore di un'opera che ha come unico scopo quello di stimolare il lato più intollerante, violento e vendicativo di ognuno di noi. Che i nemici non abbiano sostanzialmente un volto riconoscibile e che ogni atto di brutalità nei loro confronti sia giustificato dalle circostanze, appositamente assemblate dalla sceneggiatura, è qualcosa che è lecito attendersi dal film di Babak Najafi.
Meno prevedibile, invece, è la sua inefficacia assoluta come action movie, particolarmente debole nei colpi di scena e nelle sequenze che si presupporrebbero. Risulta difficile comprendere come siano stati investiti i 100 milioni di dollari di budget, vista la povertà di mezzi e idee che emerge da molte scelte di messa in scena: interni anonimi, senza un lavoro sui dettagli che aiuti a immedesimarsi, trappole, inganni ed espedienti già visti milioni di volte. Eccezion fatta per la sequenza sull'elicottero presidenziale, oggetto delle attenzioni di cecchini armati di lanciamissili, le sequenze action mostrano un'inventiva dall'elettroencefalogramma piatto e una tecnica quanto mai approssimativa. L'apertura delle ostilità tra governativi e terroristi, ad esempio, che culmina in una sparatoria davanti a una cattedrale, è girata in un'unica sequenza ed è priva di tagli (forse un tentativo di emulare il Johnnie To di Breaking News?), ma risulta inintelligibile nella sua frenesia e nella sua iterazione insensata di uccisioni. L'effetto Trappola di cristallo, sospensione dell'incredulità mista a colpevole stato di ebbrezza da eccesso di adrenalina, non scatta: a rimanere impresse dopo la visione non sono le prodezze dell'agente Mike, ma solamente il suo disprezzo per la vita umana, che si manifesta attraverso esecuzioni a sangue freddo, torture, battute di dubbio gusto o prediche a suon di pugni sull'eterno ruolo di difensore della libertà che caratterizza e caratterizzerà l'America. Il cast dei comprimari, rilevante sulla carta - Forster, Freeman, Leo - è totalmente sprecato in una manciata di scene girate in una Casa Bianca che non è mai sembrata così simile a un comune ufficio di una pubblica amministrazione di provincia.
Volendo sforzarsi alla ricerca di elementi di interesse, si rilevano la ripresa da Spectre del tema della burocratizzazione dei servizi segreti e una sottilissima rivincita contro lo stesso James Bond e la presunta superiorità british, beffata dai terroristi islamici (la cui provenienza precisa non conta affatto, tanto da essere sintetizzata con uno xenofobo "F***headistan" dall'agente Mike). Per il resto calma piatta, nonostante le innumerevoli esplosioni.

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