Trama AMORI ELEMENTARI | Sky Cinema
AMORI ELEMENTARI

AMORI ELEMENTARI

98'2014Commedia
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  • Regia: Sergio Basso
  • Genere: Commedia
  • Paese: Italia, Russia
  • Durata: 98'
  • Data di uscita: 2014
  • Titolo originale: AMORI ELEMENTARI

Cast:

Cristiana Capotondi, Andrey Chernyshov, Olga Pogodina, Rachele Cremona, Laura Gaia Piacentile, Bonny Mappilamattel, Anna Potebnya, Maxim Bychkov, Camilla Filippi, Nicola Nocella, Edoardo Pesce

Trama:

In un paesino sulle Dolomiti alcuni bambini d'età elementare vivono il loro "tempo delle mele" tra amori, promesse, incantesimi, fughe, tradimenti, litigi e riconciliazioni. Matilde ama Tobia da sempre, ma Tobia s'è invaghito di Agata, appena arrivata a mettere scompiglio nella piccola comunità di ragazzini uniti dalla passione per lo sport, che a quelle latitudini si pratica sul ghiaccio tra pattinaggio per le ragazze e hockey per i ragazzi. Non solo Matilde e Tobia sembrano promessi, ma anche Katerine e Aleksey che in comune hanno una identica matrice russa, lei adottata da italiani, lui figlio di una coppia russa trasferitasi nel nord d'Italia. Ne manca uno all'appello, è Ajit, figlio di una coppia di indiani immigrati chissà perché sulle Dolomiti. Ajit anche lui è innamorato, ma di Matilde e lo confessa al suo amico immaginario.
Un mondo in movimento quello dei bambini che stanno per diventare adolescenti, quasi schizofrenico, sempre scosso dal sorgere di sensazioni e sentimenti che non sono capaci di gestire se non con il gesto impulsivo e vorace. Gli "amori elementari" di Sergio Basso non sono quelli adolescenziali e invero per questi bambini il "tempo delle mele" deve ancora venire con tutte le sue complicazioni e ossessioni. È un altro tempo, un tempo di passaggio e per questo ancora più difficile da definire. È questa l'ambizione del film: raccontare un preciso momento, quello dei dieci e undici anni, tra le elementari e le medie, e per farlo tenta di replicare l'estetica e il ritmo di quella età. Ecco che Basso, forte di un'esperienza maturata nel documentario aperto, libero e contaminato, dà sfogo alla sua visionarietà nel tentativo, a volte un po' troppo forzato, di piacere a quel pubblico specifico. Una regia elettrizzante, una fotografia lucida, un montaggio sincopato, una scenografia arabesca, una recitazione ingenua (molto scritta) e una libertà contagiosa di inventare attraversamenti e sconnessioni.
Tra le cose che rendono questo film a suo modo particolare c'è anche l'assetto produttivo che segna una delle rare co-produzioni con la Russia e un diretto apporto del Centro Sperimentale di Cinematografia (dove Basso si è diplomato).

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