Trama I DUE VOLTI DI GENNAIO | Sky Cinema
I DUE VOLTI DI GENNAIO

I DUE VOLTI DI GENNAIO

96'2014Thriller
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  • Regia: Hossein Amini
  • Genere: Thriller
  • Paese: Gran Bretagna, USA, Francia
  • Durata: 96'
  • Data di uscita: 2014
  • Titolo originale: I DUE VOLTI DI GENNAIO

Cast:

Viggo Mortensen, Kirsten Dunst, Oscar Isaac, Daisy Bevan, Viggo Mortensen, Oscar Isaac, Kirsten Dunst, David Warshofsky, Nikos Mavrakis, Prometheus Aleifer, Socrates Alafouzos, Yigit Özsener, Ozan Tas, Omiros Poulakis, Evgenia Dimitropoulou, James Sobol Kelly, Özcan Özdemir

Trama:

Atene, Grecia, 1962. Una facoltosa coppia di turisti americani - l'affarista Chester MacFarland e l'affascinante moglie Colette - incrocia casualmente la propria esistenza con quella di Rydal Keener, un giovane americano che in polemica col padre, di cui ha appreso da poco la dipartita, se la passa in Grecia facendo la guida turistica e spennando con moderazione i connazionali che si affidano a lui. Ma se Rydal è anche e forse soprattutto un imbroglione, anche Chester ha i suoi lati oscuri che si materializzano nella visita di un detective privato nella sua camera d'albergo. Minacciandolo con una pistola, il detective gli ordina la restituzione dei soldi persi dagli investitori malavitosi che si erano fidati di lui. Ne nasce una lotta che termina con la morte del detective per una botta alla testa. Proprio in quel momento arriva Rydal per restituire un braccialetto che Colette ha dimenticato in taxi. Chester ne approfitta per farsi aiutare dal giovane a scappare con la moglie verso Creta in vista di una fuga definitiva con nuove identità. Basato su un crimine, il legame che nasce tra i tre si complica ulteriormente per la reciproca attrazione provata da Rydal e Colette.
Patricia Highsmith, giallista raffinata, ha legato indissolubilmente il suo nome al cinema con una serie di pellicole notevoli a partire da L'altro uomo di Hitchcock per arrivare alle diverse versioni cinematografiche dei romanzi del suo ciclo di Tom Ripley, tra le quali resta insuperato L'amico americano di Wim Wenders. Scrittrice abile nell'ideare trame insolite e anticonformiste, ha nell'ambiguità e nella capacità di dipingere in modo affascinante psicologie contorte e amorali i suoi tratti più distintivi. Chiaro quindi che serva una sensibilità particolare per rendere sullo schermo il suo complesso mondo narrativo. Hitchcock e Wenders ne sono stati capaci pur partendo da approcci sostanzialmente opposti.
Hossein Amini - esordiente alla regia, ma sceneggiatore dal solido curriculum (al suo attivo si può almeno ricordare l'interessante Le ali dell'amore da Henry James) - affronta l'opera della Highsmith (un romanzo minore, ma ricco delle tematiche tipiche della scrittrice) con rispetto e partecipazione, mostrandoci sia l'accidentalità del delitto sia soprattutto come, ben lungi dal provocare pentimento e rimorso, l'omicidio generi soprattutto, anche in chi non è abituato a praticarlo, il desiderio di farcela al di là di ogni eventuale problema morale. Con un'abile applicazione dei meccanismi della suspense, lo spettatore è così coinvolto e spinto perversamente a temere per le sorti di chi comunque è colpevole di qualcosa.
I due personaggi principali rappresentano diverse gradazioni della figura dell'imbroglione: Rydal è un dilettante allo sbaraglio, mentre Chester, spregiudicato giocoliere della finanza, è un professionista dell'inganno. Il legame quasi paterno che sembra unire Rydal a Chester rende ancora più complesso il loro rapporto che poco alla volta, come spesso avviene nei romanzi della Highsmith, diventa sempre più centrale nella storia, mettendo in secondo piano il "triangolo", nel quale la donna è più una posta in gioco che un vero componente caratterizzante. Amini descrive il gioco psicologico con attenzione alle sfumature sviluppando una tensione strisciante e abbastanza sostenuta. Lo aiuta un ottimo cast, capace di reggere le complessità caratteriali: Viggo Mortensen riesce a essere al tempo stesso minaccioso e debole, Kirsten Dunst - sensuale e frustrata - ottiene il massimo dal suo ruolo, mentre Oscar Isaac deve impiegare un arco recitativo più ridotto, ma lo fa con convinzione.
Il senso opprimente di un destino segnato richiama le atmosfere del noir, contraddette abilmente dalla luminosità dell'ambientazione greca, pittoresca e affascinante, sempre sull'orlo del turistico-vacanziero, ma sempre capace di restare saldamente al di qua del precipizio oleografico. La datazione rétro e la narrazione ragionata e attenta ai detta

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