Trama LA METAMORFOSI DEL MALE | Sky Cinema
LA METAMORFOSI DEL MALE

LA METAMORFOSI DEL MALE

89'2013Horror
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  • Regia: William Brent Bell
  • Genere: Horror
  • Paese: USA
  • Durata: 89'
  • Data di uscita: 2013
  • Titolo originale: LA METAMORFOSI DEL MALE

Cast:

A.J. Cook, Brian Scott O'Connor, Sebastian Roché, Simon Quarterman, Vik Sahay, Stephanie Lemelin, Oaklee Pendergast, Angelina Armani, Brian Johnson, Collin Jay Blair, Corneliu Ulici

Trama:

La famiglia Porter - papà, mamma e figlioletto, oltre al cane - viene brutalmente attaccata mentre campeggia di notte, in Francia. Solo la mamma sopravvive, gravemente ferita, ma i suoi ricordi sono frammentari. All'inizio si pensa all'attacco di qualche animale, ma poi risulta evidente che si tratta di omicidio. Viene arrestato il rozzo e disadattato Talan Gwynek, unico sospettato dei delitti. La giovane e rampante avvocatessa Katherine Moore vuole dimostrarne l'innocenza. Talan è considerato molto pericoloso: in prigione viene tenuto in catene e museruola. Al suo primo colloquio, Katherine ottiene di fargliele togliere. Talan sembra sensibile a tanta gentilezza e le chiede di aiutarlo. Il comportamento dei secondini e del commissario Pistor, che si occupa del caso, è molto nervoso: si capisce che temono il prigioniero. Dalla mamma di Talan, Katherine apprende che l'uomo soffre di una strana malattia di famiglia, che l'ha reso sin da piccolo lo zimbello del vicinato. Inoltre, ci sono delle mire sulla preziosa terra dove si trova la fattoria di famiglia. È davvero Talan il colpevole o il mostro è un altro?
William Brent Bell adotta un approccio fresco a un tema antico e già molto sfruttato (quale sia lo si scopre solo a metà film perciò non è il caso di divulgarlo). Il tentativo di approfondirne gli aspetti scientifici e "medici" avvicina il film a esperimenti simili compiuti su altri miti classici dell'horror (da Io sono leggenda di Richard Matheson in poi), ma viene in qualche misura abbandonato nella seconda metà del film che rientra su binari più tradizionali.
Interessante è il gioco psicologico tra i vari personaggi, ciascuno dei quali ha un lato in ombra: dal commissario ai collaboratori di Katherine, tutti presentano qualcosa che rende problematica la loro interazione. Purtroppo, però, la maggior parte degli spunti caratteriali si perde via via risultando alla fine narrativamente quasi irrilevante. Il mistero è comunque ben sostenuto e l'approccio realistico favorisce la credibilità della vicenda, che dà molto spazio alle indagini, costituendo quasi un incrocio tra l'horror propriamente detto e un procedural legal-poliziesco. Anche dopo che, nella seconda parte del film, il dubbio iniziale viene risolto e la storia diventa più prevedibile, l'approccio, pur perdendo in originalità, si mantiene vivace e insolito. La tensione è discreta, non ci sono troppi tempi morti e, tra attese e improvvise esplosioni di brutalità, l'interesse non viene mai meno.
Stilisticamente, il film tenta una strada impervia. Vengono usati talvolta spezzoni video da found footage e immagini da trasmissioni televisive per accrescere il realismo, ma, forse per amalgamare queste sequenze e quelle più tradizionali, anche queste ultime usano spesso il montaggio nervoso e i movimenti di macchina instabili del found footage, con un effetto complessivo non sempre piacevole. Del resto, il regista proviene proprio da un found footage film (il non memorabile L'altra faccia del diavolo) e ne ha evidentemente apprezzato sin troppo le modalità espressive.
La svolta finale tra sganassoni, urla gutturali e melodramma rappresenta una chiusa in tono minore per un film partito con buone ambizioni, ma non ne danneggia troppo l'impatto complessivo, da ritenersi comunque positivo per la capacità di intrattenere e di innovare. Cast funzionale, con una nota di merito per l'esordiente Brian Scott O'Connor, presenza giustamente inquietante, perfetto per il ruolo.

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